Le lezioni di guida di Fangio

La stagione 1955 viene ricordata per vari motivi: per il drammatico incidente di Pierre Levegh alla 24 Ore di Le Mans, che gettò lo sport automobilistico nella disperazione e isteria totale; ma anche per la stagione trionfale della Mercedes che in tutte le categorie - in Formula 1, alla Mille Miglia, e anche nelle categoria Sport - raccolse vittorie a grappoli.
Certo che quell'anno, oltre a un mezzo meccanico praticamente imbattibile, le frecce d'argento potevano contare su una coppia di piloti da leggenda: Juan Manuel Fangio e Stirling Moss. Il re e il re senza corona.
Fangio era un personaggio un po' anomalo; diffidente e sospettoso in certi casi; all'opposto generoso e disponibile in altre occasioni. In particolare lo era con Stirling Moss, in cui probabilmente riconosceva il talento vero, nonché un suo possibile successore.
Il 7 Agosto 1955 durante una gara Sport in Svezia, le due Mercedes si involarono sin dal via trovandosi muso contro coda per la gran parte dei giri. Fangio, al comando, approfittando di questa situazione di semi tranquillità si impegnò in un singolare corso di guida per il "novizio" compagno di squadra.
Lo stesso Stirling in un'intervista parla di questo episodio, descrivendo come Fangio, affrontando una delle curve del circuito, con un cenno del capo lo invitasse a seguire la sua traiettoria, a frenare negli stessi punti, e accelerare nello stesso momento. Questo per diversi giri, finché il maestro dagli specchietti valutava la corretta percorrenza di quella curva da parte dell'allievo. E una volta appurato che la lezione era stata assimilata, si passava alla lezione successiva: ovverosia a un'altra curva.
Arrivarono al traguardo in questo modo, tra gli sguardi stupiti dei presenti che avevano saputo cogliere quei comportamenti in pista. Certo che uno che si poteva permettere di impartire lezioni private di guida in gara che distacchi avrebbe potuto dare al resto del gruppo?

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