Pedro Rodriguez, 1970 BOAC 1000 Km


Basterebbe la frase che viene attribuita a Chris Amon per sottolineare l'eccezionalità della prestazione di Pedro Rodriguez:
- Perchè qualcuno non dice a Pedro che sta piovendo!
Amon guidava una Ferrari 512P, e in quella domenica piovosa dovette subire un terrificante sorpasso all'esterno della Paddock. E non fu solo lui quel giorno a subire la guida di Rodriguez.
Ventimila persone sfidarono freddo e pioggia pur di non perdersi la Porsche 917 della coppia Rodriguez-Kinnunen volare letteralmente sull'asfalto fradicio di Brands Hatch.
Il giorno perfetto di Pedro Rodriguez - come Donington 1993 per Senna, o Suzuka 2005 per Raikkonen, o Spa 1995 per Schumacher; o Nurburgring 1957 per Fangio - quello in cui mente, braccia, piedi si sincronizzano in modo perfetto giro dopo giro; quello in cui tutto è possibile. Ad alcuni capita di dipingere il ritratto di una donna con un mezzo sorriso che poi chiamerà "Gioconda"; ad altri di guidare oltre ogni limite per mille chilometri nella nebbia e nella pioggia.
La potenza mostruosa della Porsche 917 addomesticata in modo perfetto dal pilota messicano sotto un diluvio in cui oggi ci sarebbe stata la Pace Car a regolare il ritmo per più di metà gara.
Al via è Elford con un'altra Porsche 917 a guidare il gruppo, Rodriguez è indietro. Poco dopo una Lola T70 si gira nel rettilineo d'arrivo seminando rottami lungo il tratto di pista; si alzano le bandiere gialle, ma nella nube d'acqua in parecchi non se ne rendono conto e passano tra i rottami senza rallentare. Pedro Rodriguez è uno di questi.
Viene esposta la bandiera nera, ed è costretto a fermarsi ai box per una predica dai commissari di pista. Rodriguez ascolta, fa cenno di sì con il casco, ma gli occhi spalancati, e la marcia innestata fanno capire che la sua testa è altrove.
Riparte con un giro di distacco da Amon su Ferrari al comando; al 2o° giro supera lo stesso Amon con un sorpasso all'esterno alla Paddock contro ogni legge della fisica e guadagna la prima posizione. Pochi giri prima aveva subito la stessa sorte uno come Jo Siffert; sempre alla Paddock, cercando di andare "flat out" sino al territorio in cui i normali arrivano già a curva impostata e pedale del freno completamente giù. E lo stesso era successo per Vic Elford; tutte comparse di fronte al giorno perfetto di Pedro Rodriguez.
Ma se la frase di Amon non basta per rendere l'impresa di Rodriguez, basta scorrere la classifica finale, e osservare come alla fine dei di quei mille chilometri il secondo arrivato - la Porsche 917 di Vic Elford e Denny Hulme - accumuli il distacco abissale di 5 giri. Cinque giri!

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