Una valida protesta


Nel 2003 davanti a uno dei cancelli principali d'entrata al circuito di Melbourne - circuito cittadino immerso in uno dei parchi principali e più vissuto della cittadina australiana - si poteva trovare una struttura da campo abbastanza anonima, eretta però da un gruppo di persone che già a prima vista sembrava essere decisamente contro lo svolgimento del Gp.
La protesta però non era, come si potrebbe pensare, per i reali o presunti danni delle automobili all'ecosistema, o per i rumori molesti provocati dal passaggio delle monoposto; no. La faccenda era per un motivo decisamente più serio:
"F1 killed drivers", era la frase che campeggiava su uno striscione a lato della struttura. Ma non piloti di Formula 1, piuttosto guidatori di tutti i giorni.
La ragione è da ricercarsi nel fatto che una parte dei cittadini di Melbourne, una volta dismesso l'evento del Gp di Formula 1, cercava di imitare - con risultati il più delle volte tragici - le gesta dei loro beniamini sulle strade del parco rese disponibili al traffico ordinario. In particolare il rifacimento del manto stradale e dei cordoli sembravano invogliare chiunque a schiacciare il piede; anche chi solitamente aveva uno stile di guida decisamente tranquillo.
A sostegno della protesta bastava un unico dato. Prima del 1995 - anno della ristrutturazione in particolare dei tratti di strada utilizzate come parti del circuito - in quella zona ci furono solo 39 incidenti con infortuni e soprattutto nessuno perì in questi incidenti. Tra il 1995 e il 2002, 83 persone rimasero feriti in incidenti, più anche alcuni morti.
Certo che - colpa delle monoposto di Formula 1 o meno - di fronte a certi numeri c'è sì da essere perplessi.

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