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Jean Todt diventa presidente della FIA e dopo poche settimane inizia a far capire a tutti di che pasta è fatto: fallita la rivoluzione delle medaglie da parte di Bernie Ecclestone, ecco il nuovo sistema di punteggio proposto da Todt per l'anno prossimo:

Pos. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Punti 25 20 15 10 8 6 5 3 2 1

Più peso alla vittoria e punti disponibili sino al decimo posto. Se per il primo concetto in parecchi speravano che qualcosa si muovesse in tal senso, è l'estensione dei punti sino al decimo posto che lascia parecchio perplessi.
Il concetto di "entrare in zona punti" è sempre stato in Formula 1 di un livello di poco inferiore a quello di podio: lo era quando solo i primi sei si aggiudicavano punti; è rimasto tale anche quando i beneficiari del punteggio erano diventati otto. Dieci adesso sembrano veramente troppi, con il rischio paradossale di togliere valore ai pochi punti conquistati dai piloti di fondo griglia.
Con in 25 punti al primo e i 20 al secondo il rischio poi è anche quello di trovarsi di fronte a una classifica stile Moto Gp - punti del supermercato in cui non si capisce bene quanto cavolo di vantaggio uno ha sul secondo e se gli basteranno per portarsi a casa la fotocamera digitale.
La Formula 1 è uno sport atipico, costruito su equilibri delicati e tarati nel corso di decenni di errori ed esperienze: il sistema di punteggio; la durate della gare; il format delle prove; persino i colori e le forme delle monoposto; sono tutti elementi che concorrono a costruire l'appetibilità e il fascino del nostro amato carrozzone. Occhio a rovinare tutto - molto più di abbandoni di squadre e piloti - con scelte azzardate.
Pensare che ad Ascari nel 1952 bastarono 36 punti per dominare il campionato del mondo.

13 commenti:

Telespalla Blog Sports and Races ha detto...

Ciao , non sono d'accordo , 1° la scala deve essere sbagliata (lo vista un attimo fà anche sulla gazzetta)non può essere 8.6.5.3 ma probabilmente : 8.6.4.3 .
2° mettendo 3 nuove scuderie = 26 piloti invece di 20 era giusto premiarne 10 invece di solo 8 ( una volta se nè premiavano solo 6 ma erano pochi ad arrivare in fondo .
Ora , forse bastava partire da 12/15 , ma devo ammettere che mi piace abbastanza anche così , conta molto arrivare nei primi e meno beccare solo qualche punto , anche se credo che nessun pilota , se può fare di più , si accontenta di solo qualche punto .
La F1 moderna è molto diversa dal passato , anche da solo 10/15 anni fà perchè è molto difficile recuperare posizioni solo con la bravura personale , conta troppo il mezzo .

mikke80 ha detto...

neanche io sono d'accordo. con 13 team e' necessario avere punti almeno fino al 10 posto. quindi parti da 1 e costruisci una scala verso l'alto. questa squadra deve favorire i primi posti, quindi si arriva a 25.

acorba67 ha detto...

Si è corso con 13 squadre anche negli anni passati, ci sono stati anni con prequalifiche e amenità simili... ma non mi pare che facilitare l'accesso ai punti sia un modo di valorizzare i piccoli team. Sei arrivato decimo, su venti o ventisei è un mezzo fallimento, perchè avere una gratificazione?
Piuttosto per chi fa registrare la pole o il gpv.

acorba67 ha detto...

Per concludere... sarebbe stato sufficiente applicare la teoria di Montezemolo 12-8-6-5-4-3-2-1.
A mio parere la scala di punteggio perfetta.

acorba67 ha detto...

Certo che perlomeno c'è qualcosa di concreto di cui discutere...

Vittorio ha detto...

Io credo che l'estensione della zona punti sia un modo per rendere più immediata la lettura della classifica per i team piccoli, perché altrimenti si sarebbe dovuto guardare ai piazzamenti. Non sarebbe cambiato nulla, ma prendendo i punti è più facile capire in che posizione stanno. Poi tutto sommato cambia poco o nulla. Ho fatto dei conti (li potete leggere sul mio sito se vi va): Button quest'anno per esempio avrebbe vinto comunque e il nuovo sistema di punteggio non è altro che il precedente moltiplicato per un coefficiente 2.5 posizione per posizione. Quindi in percentuale non cambia nulla.

acorba67 ha detto...

Ok per il concetto di percentuale o equivalenza, ma la "zona punti" deve rimanere qualcosa da conquistare... almeno io, da ortodosso, la vedo così

Telespalla Blog Sports and Races ha detto...

Nella MotoGP prendono punti i primi 15 e penso che non serva a molto , dopo il 5/6 posto interessa a pochi la classifica , i migliori sono là davanti .
Ora visto che nè premiavano già 8 con 6 piloti in più và bene anche 10 , devo dire "purtroppo" che mi piace anche la scala di Montezemolo . Resto comunque dell'avviso che questo o quel punteggio non ha mai influenzato il risultato finale , e quindi spero in belle gare e fate il punteggio che preferite .

Telespalla Blog Sports and Races ha detto...

10° su 26 piloti è un mezzo fallimento se corri con una Ferrari/McLaren , ma se hai solo una ToroRosso/ForceIndia no !

acorba67 ha detto...

Sì è verissimo, il tuo ragionamento non fa una grinza... però guarda Nakjima e Piquet Jr. Nel 2009 con il nuovo sistema avrebbero preso dei punti. E sinceramente mi sembra più giusto che a casellino nella loro classifica ci sia un bello zero.
Riconosco che la mia è una visione decisamente ortodossa, ma il "punto" lo vedo "sacro". Ovviamente nei limiti di una competizione sportiva.

Telespalla Blog Sports and Races ha detto...

A Naka e Nelshino avrei tolto la superlicenza ...altro che prendere punti .

Mikke80 ha detto...

la zona punti e' anche un modo per quantificare il ritorno economico dei team, non e' solo questione di gloria. e cmq, quando hai una auto da 5 posto costruttori, ogni punto e' una mezza vittoria...

acorba67 ha detto...

Vedo che qua intorno siete tutti mezzi team manager :)
Ma il ritorno economico non era già - da Patto della Concordia - determinato dalla posizione d'arrivo? Cioè anche fuori dai punti comunque si ha diritto a dei premi. O no? (forse ho dei ricordi confusi di un po' di anni fa)

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