Oltre l'aereodinamica


Jackie Ickx arrivò in Ferrari durante la stagione 1968 con la fama di uno estremamente veloce - nel 1966 al Nurburgring al volante di una Formula 2 rischiò di vincere al cospetto dei grandi nomi dell'epoca - e per comprendere l'impatto che ebbe sull'ambiente di Maranello basta considerare il soprannome che in breve gli venne affibbiato: "Pierino la peste".
Ancora adesso qualcuno in Ferrari ricorda la sua velocità, l'abilità sul bagnato, e il coraggio che a volte rasentava la pura incoscienza.
Durante il Gp d'Italia del 1968 la squadra Ferrari dopo pochi è già in fibrillazione a causa dell'uscita di pista di Chris Amon avvenuta a Lesmo. Uscita di pista che solo per miracolo non lasciò conseguenze, e la cui dinamica si avvicinò paurosamente a quella di un incidente mortale.
Ickk dopo un inizio incerto di gara inizia a recuperare diverse posizioni, e tra ritiri e sorpassi risale sino a conquistare le seconda posizione. Il suo alettone - appendice alare allora alquanto approssimativa nel fissaggio al corpo vettura - sta però pericolosamente inclinandosi giro dopo giro.
Ai box segnalano il problema a pilota belga, ma lui non sembra aver intenzione di considerarlo come tale e di conseguenza fermarsi; o meglio, rientra ai box velocemente ma solo per effettuare un rabbocco di benzina, e poi riparte indiavolato come se fosse nulla.
Nonostante l'anomala inclinazione dell'alettone gli crei un notevole rallentamento nei rettilinei infiniti del circuito brianzolo, Jackie riconquista la seconda posizione, ed è facile immaginare il fiume di improperi quando a poche curve dal traguardo - a causa di un problema all'alimentazione - si trova costretto a rallentare e cedere il secondo posto a Servoz-Gavin. Si classificherà comunque terzo, e quando una volta sceso della macchina gli fecero notare la posizione dell'alettone, alzò di spalle e si fece una mezza risata.

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