Capitani coraggiosi


Fu il prototipo del pilota gentleman, quello che correva per pura passione e vizio della velocità: Alfonso De Portago, nobile spagnolo dal piede pesante e l'amore per le belle donne e la bella vita, si distinse per le sua capacità di guida tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta. A lui è legato il triste ricordo dell'incidente di Guidizzolo che segnò la fine della corsa delle corse - la Mille Miglia - ma il personaggio era uno di quelli destinato a rimanere impresso nel ruvido tessuto della storia delle corse automobilistiche.
A dimostrazione del valore di De Portago, Ferrari - che sarà stato anche lui un romantico, ma non certo un cretino - lo ingaggiò come pilota ufficiale per la sua scuderia; perché il bel Alfonso, oltre che circondarsi di donne affascinanti e godersi il denaro e la vita, era un ottimo pilota.
Durante la Carrera Panamericana, una gara massacrante che si svolge in Messico su strade sterrate e al limite della praticabilità, un giornalista gli chiese se il suo meccanico - in quel tipo di corsa al fianco del pilota c'era sempre un meccanico, quasi sempre del luogo - provasse paura durante le fasi di gara, lui rispose con la solita flemma disarmante:
- Per far paura a quello lì devo prendere in mano il cacciavite e dirgli di controllare il motore.

3 commenti:

Christian ha detto...

Fon Portago fu anche olimpionico nel bob a St.Moritz e bronzo ai campionati del mondo dell'anno seguente.
Qui trovi un articolo dell'amico Fernando Arrechea con una foto del marchese sul bob.

Saluti!
Christian.

Christian ha detto...

Scusa, Cortina d'Ampezzo non St.Moritz...

Christian.

acorba67 ha detto...

grazie per la segnalazione... vedrò di litigare un po' con la lingua spagnola:)

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