Crumiri in pista

Nell'inverno del 1968 il fenomeno delle sponsorizzazioni nel mondo dell'automobilismo era agli albori, poche decal per lo più di sponsor tecnici, e solo per qualche team, non tutti. Di lì a qualche mese la Lotus di Colin Chapman avrebbe abbandonato il classico racing green inglese per il più remunerativo rosso, bianco e oro della marca di sigarette Gold Leaf; e da lì tutto sarebbe cambiato definitivamente.
Durante la Tasman Series - una serie che all'epoca richiamava in Australia e Nuova Zelanda le migliori squadre europee - in occasione dell'appuntamento di Surfers Paradise dell'inverno 1968, gli organizzatori ordinarono ai team Lotus e Brm di coprire tutte le decal in osservazione a una non meglio identificata regola vigente in quel periodo.
I team manager non erano per niente convinti, e d'accordo con i propri piloti minacciarono uno sciopero, arrivando addirittura a mettere in dubbio la loro presenza al via della gara principale.
Sennonché, Frank Gardner, pilota australiano, che magari non era veloce quanto i vari Surtees, Clark, Hill e Bandini, ma che conosceva bene le usanze del luogo, fece notare a organizzatori e rivoltosi l'eccezionale afflusso di pubblico, e l'altrettanto notevole consumo di birra da parte degli stessi. Cosa sarebbe potuto succedere con tutta quella gente alticcia se gli altoparlanti avessero annunciato la sospensione della corsa?
Dopo averci riflettuto un po' su, organizzatori e team manager pensarono saggiamente di rinunciare ai propri propositi: le due squadre si presentarono al via, gli organizzatori chiusero un occhio sull'applicazione di un paio di leggi locali, e la gara si svolse con tutti i partecipanti, fra la soddisfazione e le urla di incitamento di migliaia di spettatori decisamente alticci.
mercoledì 3 febbraio 2010 / Etichette: 1968, altro, brm, lotus, tasman series


