Effetto "iceman"

Anche se cerca di defilarsi il più possibile dalle luci della ribalta, è sempre in prima pagina. Anche se non ama rilasciare interviste, ecco pagine e pagine di articoli su di lui. Anche se quest'anno partecipa ad un altro campionato motoristico, il suo nome è già legato ad una scuderia di formula 1. Kimi Raikkonen (con controvoglia) è sempre e comunque all'apice della notorietà.
Un suo addio, momentaneo o meno, ed ecco che il gossip sul suo presente e futuro prossimo è partito. E non accenna a fermarsi.
Grazie a lui il WRC non ha mai avuto tanta notorietà. Per la prima volta, tra l'arrivo di "Iceman", l'altissimo livello di competizione e l'ammazza record Sébastien Loeb, molti si sono accorti dell'inizio della stagione rally e addirittura, nel possibile, hanno seguito la prima prova.
Una nuova giovinezza per un campionato che fino a qualche anno fa sembrava destinato a implodere e dividersi. Ovviamente i più quotati non hanno deluso, mentre il neo-rallysta Kimi ha dovuto subire critiche e scarsi voti nelle fantomatiche "pagelle post-gara".
Tutto questo però non sembra scalfirlo minimamente, e allora ci pensa il team manager Red Bull Christian Horner ad alimentare la già agitate voci. Afferma di essere interessato al suo talento, ed ecco il titolo: "pilota Red Bull dal 2011". E il diretto interessato? Neppure una parola.
Kimi è fatto così. Si parla e straparla su di lui, si immaginano contratti e alleanze, e lui niente, nessun problema. La stampa scrive, lui non legge; la gente parla, lui non ascolta.
Quindi la risposta alle mille domande odierne (rimane nei Rally? torna in F1? si ritira?) avranno la risposta solo quando i contratti scadranno e i vari campionati finiranno, ovvero all'ultimo minuto. Mettiamoci il cuore in pace quindi, e incrociamo le dita, perché un personaggio come lui, alla fin fine, un po' ci manca.
(articolo di Riccardo Cangini)

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