Una scommessa che vale un'era

La Virgin Racing è realtà. Come promesso, ecco la prima vettura costruita interamente al computer. Nessuna galleria del vento, nessun materiale fisico, solo calcoli e algoritmi. Della serie "meno soldi, più fantasia".
Ovunque va, Richard Branson deve fare scalpore. Che sia musica o motori poco importa, la base è stupire.
La squadra ha un budget limitato (giusto giusto per l'intera stagione), ma ben pochi non la conoscono. Alla gente le scommesse piacciono, e questo attira attenzione e sponsor.
Un avvio perfetto per un progetto "impossibile" fino a pochi anni addietro, tanti sorrisi con poche certezze. Se poi la VR-01 riuscirà ad essere competitiva, allora sì che potremo parlare di "Era Digitale".
Addio a gallerie del vento e fisica reale, largo a flussi cibernetici e calcoli matematici. Una rivoluzione dietro l'angolo,un nuovo modo di creare la F1 stessa. Gli altri team probabilmente aspettano incuriositi il responso della pista, unico e solo giudice in grado di chiarire la situazione (i test di Jerez ci daranno un piccolo assaggio, pioggia permettendo).
Glock e Di Grassi hanno fiducia (pur di essere in F1 questo e altro), gli ingegneri sperano, e Branson sogna.
Utopia? Forse sì, ma intanto i crash test della FIA sono stati tutti superati, e anche lo shake down a Silverstone è avvenuto; e non si parla più di realtà virtuale.

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