A filo tra genio e pazzia

Qualche volta si pensa che lo faccia apposta. Sarà che raggiunta una certa età la parola "ragione" non è poi così scontata, sarà che il potere gli ha fatto perdere il contatto con la realtà.
Certo a volte Bernie Ecclestone se ne esce con delle idee geniali; altre volte invece lo intervisti, e ti rifila delle affermazioni che lasciano gli appassionati, ma non solo, sbigottiti e infuriati.
Bello pimpante (buon per lui), dopo aver confessato al mondo intero che "la morte di Ayrton Senna è stato un bene per il circus", ora ci esplica con fare disinvolto i suoi sogni per il futuro:
"Una F1 con 20 Gran Premi, la maggior parte su circuiti cittadini (in stile Valencia/Singapore) e il GP Roma per il 2013". 
Per la questione dei 20 - o 21, 22, più saranno meglio sarà - appuntamenti in una stagione niente da controbattere, e anche il Gp in India è un altra suo colpo geniale dal punto di vista del prodotto F1, ma tutto il resto è da film dell'orrore. L'uomo che ama la Formula 1 più della sua stessa vita (parole sue) da una parte la esalta dall'altra sembra voglia dargli un colpo in testa; altro che esaltarla.
Se mi immagino un'intera stagione fatta di monoposto colorate che, in rigorosa fila indiana, che sfrecciano su circuiti dove lo spazio è ridotto ai minimi termini, o cambio canale, o cambio canale.
Come si può sognare ciò? Stranamente tutti i circuiti cittadini sono sempre una noia mortale, e Monaco a parte, dovrebbero stare ben lontani dal calendario ufficiale.
La scusa dello spettacolo scenografico poi non regge assolutamente. Uno che guarda le corse accende la TV e si aspetta i sorpassi e qualche sana sportellata, non grattacieli e monumenti, per quello ci sono le gite in famiglia. Viene da domandarsi se "Bernie" abbia mai visto un Gran Premio in certe piste ultimamente.
E per finire, ecco la storia del Gp di Roma, troppe volte ipotizzato in sostituzione del Gp di Monza. Spero proprio che non si arrivi a tanto, e che le rassicurazioni dei diretti interessati siano sincere e motivate, ma visto l'evolversi di certe situazioni in passato qualche brivido nella schiena sorge.

(articolo di Riccardo Cangini)

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