Pari e patta

In fondo potrebbe anche rappresentare un efficace metodo di gestione sportiva; ma in realtà quello che avvenne alla 500 Miglia di Indianapolis del 1947 fu un avvenimento che poi si sarebbe ripetuto molte volte nel tempo - ovverosia gli ordini di squadra - e che proprio in quell'occasione raggiunse un senso netto e definito come non mai.
Quando Mauri Roose e Bill Holland  tagliarono il traguardo primo e secondo alla 500 Miglia di Indianapolis del 1947 entrambi alla guida di vetture dello stesso team - Blu Crown Special a 4 cilindri - gli animi in seno alla squadra erano tutt'altro che sereni.Il motivo? Lou Moore, costruttore e team manager della squadra, al 193° giro espose il segnale di rallentare al suo pilota Bill Holland in testa alla gara. Holland ubbidì convinto di avere ormai la vittoria in pugno, non solo, iniziò anche a salutare il pubblico pronto per pregustarsi la vittoria. Alle sue spalle piombò però il compagno Roose che gli soffiò la vittoria all'ultimo giro.
Ovvio che a ruote ferme la tensione tra i piloti e Lou Moore fosse all'apice: Moore vanamente cercò di convincere Holland che la squadra non ne aveva colpa e che il cartello di rallentare fosse stato dato a entrambi i piloti. Le discussioni ovviamente si sprecarono.
Qualcuno, con spirito tipicamente americano, notò però un disegno un po' più sottile dietro quell'apparente malinteso tra segnali e piloti.
Holland vinse 500$ per il giro più veloce mentre a Roose andarono 300$; Holland conquistò 13.600$ per i giri al comando mentre a Roose andarono 3.400$; per la vittoria Roose si aggiudicò 20.000 $ mentre al secondo Holland esattamente la metà. Sì notò come grazie a quell'inversione di posizioni dell'ultimo minuto i due arrivarono a spartirsi esattamente la stessa somma di denaro in premi.
Capito il gioco di squadra?

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