Mai arrendersi

Partivano svantaggiati; chi per poca fiducia, chi per poca convinzione. Parevano aver già firmato per il loro ruolo di gregari, e per tutti doveva andare così. Per tutti, ma non per i diretti interessati.
Massa, Rosberg e Button hanno sempre detto che il loro status e trattamento era del tutto uguale ai loro ben più noti e famosi compagni di squadra; leggendo i giornali un sorriso scappava. Prendiamo la storia di Nico Rosberg, giovane tedesco che approdato in Mercedes deve fare i conti con la leggenda dal nome Schumacher. Si capiva subito che le gerarchie erano già praticamente delineate sin dal principio. E invece, vuoi per fame di vittorie, vuoi per mostrare al mondo intero che i piloti sono specie al di fuori di ogni possibile schema e strategia, ha indossato il casco e premuto con forza il pedale dell'acceleratore.
Il divo Schumi si è visto sempre davanti quel ragazzetto dal cognome importante, e il primo podio Mercedes è targato proprio Rosberg. Bella soddisfazione, anzi bellissima.
E se Nico ora può sorridere, Button rimane ottimista. La Mclaren doveva essere di Hamilton. Lo voleva Ron Dennis, lo conferma il titolo mondiale vinto nel 2008. Eppure Jenson non si è dimenticato del numero che porta sul musetto, e la prima vittoria stagionale della Mclaren è frutto del suo lavoro e tenacia. Nessuna paura, nessun timore.
E poi Felipe Massa, divenuto pura roccia. I nomi dei compagni illustri non li interessano, mentre a ogni stagione diviene sempre più forte e veloce. Neanche un terribile incidente lo ha fermato, anzi, proprio il 2010 è l'anno dei risultati migliori. Il primo posto in classifica parla da solo. Alonso dietro. Amici e sorrisi, ma intanto rimane indietro.
Le seconde guide per ora comandano, mentre Schumacher, Hamilton e Alonso scuotono la testa e cercano di scacciare via la sfortuna di questi primi tre appuntamenti. Bisogna ancora decidere tutto, ma è chiaro che nessuno di loro si vorrà arrendere. Costi quel che costi.

(articolo di Riccardo Cangini)

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