Montecarlo 1975: vincere in folle

La vittoria a Montecarlo nel 1975 verrà ricordata come quella della definitiva rinascita della Ferrari dopo una decina d'anni di delusioni. Da lì si partì poi per una serie di titoli mondiali che avrebbero potuto magari anche essere di lunga senza un paio di episodi non proprio fortunati. In realtà alla vigilia di quella gara monegasca ci si interrogava se anche quell'anno non sarebbe andato un po' a ramengo, sullo stile di parecchi altri precedenti: la nuova Ferrari, la 312T - che poi invero dominò la stagione - aveva debuttato da poco, e per problemi di gioventù e sfortuna, di prestazioni convincenti in quella prima parte di stagione non se ne erano ancora viste.
Lauda sin dal via vola in testa sotto la pioggia, tiene testa a Peterson e Pryce per buona parte della gara, ma il motore Ferrari 12 cilindri boxer consuma troppo olio, sembra per un problema a un anello di sicurezza. La conseguenza è che durante gli ultimi giri la pressione dell'olio scende pericolosamente a zero. Le vibrazioni del motore aumentano curva dopo curva, per le sue conoscenze meccaniche questo vuol dire la rottura dei cuscinetti di banco imminente. Niki, in testa con un certo margine su Emerson Fittipaldi, è costretto a percorrere con la frizione schiacciata lunghi tratti del circuito. Fittipaldi arriva a due secondi, ma ormai i giri e le pene dell'austriaco - e di mezza Italia - finiscono sotto lo sventolio della bandiera a scacchi.
A fine giornata Lauda, sornione come suo solito, parlerà solo di un probabile falso contatto, come unica causa di quella spia dell'olio paurosamente accesa.

Nessun commento:

Powered by Blogger.