Gp Turchia 2010: qualifiche

E siamo a sette. Per la settima volta consecutiva la Red Bull conquista meritatamente la Pole Position, segno che ormai la scuderia austriaca vuole vincere entrambi i titoli mondiali.
Un giro perfetto di Webber ed ecco che il record del circuito è frantumato. L'australiano non lascia scampo agli avversari, veloce e perfetto. Persino il suo compagno Vettel accusa la pressione psicologica del compagno e incappa in un paio di errori che non solo gli impediscono di conquistare la prima posizione, ma che lo fanno giungere terzo.
Infatti dietro al "Pole-man" abbiamo il bravo Hamilton che con il suo puro talento conclude con un bel secondo posto in griglia. Una sua vittoria potrebbe essere anche possibile.
Il duo Mercedes regge bene con Schumacher e Rosberg quinto e sesto. La soluzione "passo lungo" sembra piacere al 7 volte campione del mondo che riesce (nonostante un suo errore nelle fasi finali) a rimanere davanti al sempre ottimo Nico. Anche le Renault crescono, portando per la prima volta entrambi i piloti nella Top Ten. Petrov cresce sempre più, il suo acquisto si sta rivelando una mossa vincente.
Le Ferrari invece brancolano nel buio. Massa non va' oltre l'ottavo tempo (preceduto da Kubica) e Alonso addirittura non trova la Q3 e finisce dodicesimo. A Maranello la situazione comincia a farsi preoccupante, mentre i sogni iridati pian piano svaniscono. Bravo Kamui che entra nuovamente nei primi dieci.
La gara di domani ci dirà i reali valori in campo, ma già ora i pretendenti al titolo mondiale cominciano lentamente a diminuire di numero.
A seguire classifica finale della Q3.



Posizione
Pilota
Team
Tempo
Mark Webber
RBR-Renault
1:26.295
Lewis Hamilton
Mclaren-Mercedes
1:26:433
Sebastian Vettel
RBR-Renault
1:26.760
Jenson Button
Mclaren-Mercedes
1:26.781
Michael Schumacher
Mercedes GP
1:26.857
Nico Rosberg
Mercedes GP
1:26.952
Robert Kubica
Renault
1:27.039
Felipe Massa
Ferrari
1:27.082
Vitaly Petrov
Renault
1:27.430
10°
Kamui Kobayashi
Sauber-Ferrari
1:28.122

(commento e classifiche a cura di Riccardo Cangini)

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