Il figlio prediletto

Stirling Moss rimane in una categoria a sé nel mondo delle corse: l'unico, che pur non essendo mai diventato campione del mondo, viene considerato come uno dei grandissimi della Formula 1. Un giudizio - o pregiudizio - da sempre ben radicato nell'opinione pubblica britannica, che considera Moss al di sopra di gente - in una Hall of Fame recentemente presentata è accaduto questo - tipo Alberto Ascari, che di titoli e vittorie ne ha raccolte a non finire. Ma probabilmente il mio è puro e semplice campanilismo, per cui smettiamola di lottare contro i mulini a vento e andiamo avanti.
A testimonianza dell'estremo rispetto di cui Moss godeva nell'ambiente delle corse britanniche - e non solo, visto che uno come Enzo Ferrari  avrebbe accettato di farsi dipingere di blu (i colori della scuderia di Rob Walker) le proprie vetture pur di vedere Stirling al volante di una delle sue monoposto - esiste un episodio piuttosto esemplificativo.
Siamo a Goodwood, la stessa pista in cui nel 1962 Moss ebbe l'incidente che gli troncò la carriera, la scena si svolge nel 1960 durante il briefing pre gara del Tourist Trophy. Il direttore di pista attacca con una lunga paternale sulle modalità di partenza, e punta l'indice con tono severo sulle conseguenze che potrebbero ricadere in caso di partenza anticipata.
Dal fondo della sala a un certo punto si alza una mano, il direttore di pista si interrompe, cede la parola:
- E cosa succede se è Stirling Moss ad anticipare la partenza?

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