Partita casalinga

Quando si andava a correre in Argentina era sempre una mezza scommessa: caldo infernale, spettatori e animali a spasso per la pista, tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni cinquanta le corse da quelle parti erano sempre piene di sorprese. Tanto per citarne una vale la pena di ricordare quella del 1955, quella con l'inferno a bordo pista, caldo insopportabile, piloti che crollano svenuti ai box come ciliege da un albero, e un solo uomo in grado di terminare la corsa senza cedere il volante della propria vettura, e di vincere anche: Juan Manuel Fangio.
Ritorniamo però indietro di qualche anno, parliamo del Gp di Buenos Aires del 1948. Ovvio come il Generale Peron fosse decisamente interessato alla propaganda scaturita da un evento legato alle corse automobilistiche, nonché sinceramente appassionato alle vicende sportive dei propri connazionali, piloti compresi. Così la "Temporada argentina" diventa un appuntamento fisso nel calendario
Proprio in virtù di questo sentimento nazionale particolarmente pronunciato, in previsione della gara di Buenos Aires al Parco Palermo del 14 Gennaio 1948 gli organizzatori cercano, se non di avvantaggiare, almeno di mettere sullo stesso piano le prestazioni delle vetture dei locali con quelle degli europei. In particolare puntano il dito sui sistemi di rifornimento a pressione a disposizione delle vetture d'oltreoceano rispetto a quelli a gravità utilizzati dalle macchine dei piloti argentini
Per cercare di limitare lo svantaggio viene presa una singolare decisione: il rifornimento deve durare almeno un minuto, così se qualcuno riempie il serbatoio in un tempo inferiore al minuto viene costretto ad attendere i secondi restanti, mentre per chi impiega più di un minuto nella classifica finale ne vengono conteggiati solo sessanta. Certo non il massimo dell'immediatezza per chi deve seguire la gara..
Nonostante l'alchimia del regolamento la vittoria andrà comunque a Luigi Villoresi, il Gigi nazionale, su Maserati LC4, e per gli argentini il miglior piazzamento sarà il secondo posto di Oscar Galvez al volante di una vecchia Alfa Romeo.

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