Fai la cosa giusta

Torniamo a parlare di Stirling Moss, lui che in quanto a scelte poco oculate - Mercedes nel 1955 a parte - e capacità di guida, non fu secondo a nessuno. Nel 1961 però prese una decisione che a molti apparì come la più saggia: avrebbe corso per la Ferrari, rinnegando le varie monoposto inglesi - Vanwall, Cooper, Lotus - che per anni non erano riuscite a dargli la soddisfazione definitiva.
I primi contatti di Moss con Maranello avvennero grazie alle vetture sport; e non solo come cliente. Nel settembre del 1961 Moss  fu uno dei primi a collaudare la neonata 250 GTO a Monza, realizzando dei tempi a livello delle monoposto di Formula 1. Tutto sembrava favorevole a un approdo di Moss alla corte di Enzo Ferrari.
Nella primavera del 1962, tre settimane prima dell'incidente a Goodwood che pose fine alla sua carriera, ci fu un incontro chiarificatore con il commendatore, incontro in cui Ferrari si dimostrò piuttosto malleabile e disposto a parecchie concessioni pur di assicurarsi i servigi di colui che - dopo il ritiro di Fangio - era considerato il migliore di tutti. Durante quest'incontro Moss, conscio della sua posizione, formulò una serie di condizioni a proprio favore,  la più clamorosa delle quali fu senz'altro quello di voler correre comunque con la sua fedele scuderia, quella di Rob Walker.
Ferrati accettò di vedere le proprie vetture dipinte di blu e bianco, ma la realtà come si sa prese una piega ben diversa. E con il senno di poi, visto la stagione non proprio esaltante che la Ferrari attraversò in Formula 1 nel 1962, per Moss sarebbe stata un'altra scelta poco felice.

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