Quando non esistevano i sensori

Partenza del Gp del Portogallo del 1960, in prima fila Dan Gurney e Jack Brabham, alle loro spalle Graham Hill e John Surtees. Viene esposto il cartello dei 30 secondi, la BRM di Hill inizia ad avanzare lentamente verso i due della prima fila, in pochi secondi il muso della sua vettura si materializza in mezzo alle vetture di Gurney e Brabham. Anche loro di rimando iniziano ad avanzare, e ci mancherebbe che anche John Surtees non si unisca all'avanzata inesorabile degli altri tre.
Il direttore di gara con la bandiera alzata si vede quattro vetture affiancate in prima fila, qualcosa non quadra ovviamente, ma è troppo tardi per rimandare. I motori ringhiano nervosamente, quando mancano ancora una manciata di secondi al momento del via le quattro vetture hanno ormai sorpassato di un metro la linea di partenza.
E non c'è proprio spazio per ogni ulteriore riflessione su spazio e tempo, la bandiera si abbassa ben prima dello scadere dei trenta secondi, il gruppo si avventa alla prima curva in un'immagine confusa di fumo e rumore.
Nonostante tutto, le gerarchie della griglia di partenza saranno rispettate: all'uscita della prima curva è Dan Gurney davanti al gruppo, il resto dietro deciso a lottare sino in fondo. E anche quella partenza un poco anomala rientra in quelle che in fondo erano le regole taciute del gioco, senza troppi reclami o lamentele.

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