Ringraziando il 2010

Eravamo arrivati ad un punto davvero basso. Il 2009 francamente ce lo aspettavamo molto diverso, e invece per buona parte della stagione i veleni e giochi di potere l'hanno fatta da padrone, dimenticando quello che accadeva in pista, dimenticando che gli attori da applaudire erano i piloti e non le sentenze dei tribunali.
Anno storto il 2009, che ha lasciato al 2010 un clima di sfiducia, una grave crisi d'immagine, e gli inaspettati, ma non per questo non meritevoli, Jenson Button e la Brawn Gp come campioni del mondo.
Una base non troppo stabile su cui costruire una nuova stagione, eppure fino ad ora l'attuale campionato sta davvero risanando gli errori del recente passato.
Un mondiale combattutissimo, un campione del mondo che sta dimostrando di meritarselo quel numero uno sulla scocca, un rapporto più disteso tra i vertici della F1 e, come ciliegina sulla torta, del vero spettacolo in pista.
Dopo la prima gara è stato un continuo show di sorpasso ed emozioni. Con Lewis Hamilton che ogni volta ci delizia di capolavori di eleganza e aggressività, Alonso che sbaglia tutto in qualifica e rimedia ogni volta in gara (vettura permettendo), con le Red Bull che hanno quasi mal gestito di propria volontà la loro superiorità per non far scemare la tensione e incollare gli spettatori a ogni Gran Premio.
Metà stagione se ne è praticamente andata, e il risultato è che il 2010 è davvero un buon anno per la F1. La gente pian piano ritorna, i cuori ricominciano a battere più forte quando si sente il rombo di un motore acceso, gli appassionati respirano nuova aria.
L'unico che forse non manderà giù questa annata è Michael Schumacher, ma l'epoca della sua Formula noia dove tutto era previsto e sancito dagli strateghi ai box doveva finire prima o poi. E forse questa è davvero la volta buona.

(articolo di Riccardo Cangini)

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