Vittoria in retromarcia
Dopo la prima Guerra Mondiale tutto era da ricostruire, popoli e nazioni di mezza Europa erano uscite devastate in tutti i sensi possibili. Paradossalmente però il sanguinoso evento bellico di inizio secolo aveva dato un notevole impulso all'industria meccanica, e l'automobile aveva conquistato un posto di primo piano nella strategia degli eserciti impegnati.
Nel 1919 si riprova a correre: la Targa Florio si disputa il 23 Novembre sotto neve e pioggia su strade al limite di ogni forma di praticabilità; tra i favoriti le Peugeot di Bolliot e Reville, insieme all'Alfa Romeo di Campari, e alle Fiat di Antonio Ascari e Masetti. C'è anche il giovane Enzo Ferrari, la cui presenza al via (leggere qui per rendersene conto) è già da considerarsi una vera e propria vittoria. La gara si disputa sui 4 giri del medio Circuito delle Madonie, e al primo giro iniziano già i primi ritiri eccellenti: Campari si ritira per problemi all'alimentazione, mentre Ascari esce di strada per fortuna senza conseguenze fisiche. Al comando passa Bolliot sulla sua Peugeot e per gli altri non ci sarà modo di raggiungerlo.
All'arrivo però un episodio rischia di fargli perdere la vittoria proprio agli ultimi metri: mentre si appresta a tagliare il traguardo alcune persone invadono la sede stradale, per evitare l'investimento Boillot è costretto a una manovra disperata, compie una testa-coda, va a sbattere contro le tribune - ferendo due soldati - e ormai senza poter più controllare il mezzo attraversa la linea del traguardo a marcia indietro.
Finita? Ma nemmeno per sogno, gli organizzatori, in rispetto di una clausola del regolamento, costringono Bolliot a ritornare indietro di qualche decina di metri e a fargli ripetere l'attraversamento della linea d'arrivo.
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acorba67
Nel 1919 si riprova a correre: la Targa Florio si disputa il 23 Novembre sotto neve e pioggia su strade al limite di ogni forma di praticabilità; tra i favoriti le Peugeot di Bolliot e Reville, insieme all'Alfa Romeo di Campari, e alle Fiat di Antonio Ascari e Masetti. C'è anche il giovane Enzo Ferrari, la cui presenza al via (leggere qui per rendersene conto) è già da considerarsi una vera e propria vittoria. La gara si disputa sui 4 giri del medio Circuito delle Madonie, e al primo giro iniziano già i primi ritiri eccellenti: Campari si ritira per problemi all'alimentazione, mentre Ascari esce di strada per fortuna senza conseguenze fisiche. Al comando passa Bolliot sulla sua Peugeot e per gli altri non ci sarà modo di raggiungerlo.
All'arrivo però un episodio rischia di fargli perdere la vittoria proprio agli ultimi metri: mentre si appresta a tagliare il traguardo alcune persone invadono la sede stradale, per evitare l'investimento Boillot è costretto a una manovra disperata, compie una testa-coda, va a sbattere contro le tribune - ferendo due soldati - e ormai senza poter più controllare il mezzo attraversa la linea del traguardo a marcia indietro.
Finita? Ma nemmeno per sogno, gli organizzatori, in rispetto di una clausola del regolamento, costringono Bolliot a ritornare indietro di qualche decina di metri e a fargli ripetere l'attraversamento della linea d'arrivo.
lunedì 7 giugno 2010 / Etichette: 1919, altro, boillot, targa florio



