Esperimento a Indianapolis

Il primo giorno di qualifica valido per la 500 Miglia dì Indianapolis del 1962 di Jim Rathmann non era andato granché bene. E anche gli uomini della sua squadra scuotevano la testa commentando le prestazioni della propria vettura.
Per il secondo giorno però, il 16 maggio, Rathmann aveva in serbo una grossa sorpresa. Allo scopo di aumentare la velocità in curva, si presentò in pista con un enorme ala invertita sopra la propria testa.
Il capo meccanico Smokey Yunich, in collaborazione con un altro meccanico, tale Bruce Cower, si inventò quest'aggeggio mastodontico da collocarsi al di sopra del posto di guida del pilota. Era la prima volta che si vedeva un affare del genere a Indianapolis, e in generale era una delle prime in una pista da corsa.
L'idea suscitò immediatamente parecchio rumore ancor prima di apparire in pista, in molti sorrisero, anzi risero di gusto, di fronte a quello che venne definito solo un enorme parasole.
Rathmann non diede retta alle critiche e si lanciò per il proprio giro di qualifica. Il sistema funzionò, eccome se funzionò, forse anche troppo. Il carico generato da quell'enorme ala era talmente elevato che Rathmann riuscì a percorrere le curve di Indianapolis a 146 mph, che a quell'epoca risultava di gran lunga la velocità di percorrenza più alta mai raggiunta, ma anche in rettilineo la sua velocità non andò oltre i 146 mph.
Ovvio che ci sarebbe stato spazio per ottimizzare quell'ala, magari riducendone il carico provocato, ma il tempo non lo permise. Risultato? Rathmann si qualificò 23° tempo alla media di - indovinate un po'? - 146 mph.
Il giorno della gara Rathmann si presentò però senza quell'ala, classificandosi nono.
A seguito di quell'episodio, la USAC però si premurò di proibire a partire dall'anno successivo ali di quel tipo, divieto che durò sino al 1972.

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