Orgoglio nazionale

La prima edizione del Gp del Brasile si corse nel 1972, cavalcando l'onda dell'entusiasmo legato alle vittorie di Emerson Fittipaldi. Proprio in quell'anno il brasiliano si aggiudicò il suo primo titolo mondiale alla guida di quella magnificenza nera e oro classificata come Lotus modello 72. Quella prima edizione, disputata a Marzo, non risultò però valida per il campionato del mondo, era più che altro una prova d'esame per gli organizzatori brasiliani.
Chiaro che Fittipaldi ci tenesse a fare una bella figura davanti al pubblico di casa, ma le cose non andarono proprio come previsto. Emerson si aggiudicò la pole position, davanti a Carlos Reutemann al volante di una Brabham e a Ronnie Peterson su March, ma al via fu il fratello Wilson, anch'esso su Brabham, a prendere il comando. A fatica Emerson riuscì a issarsi in testa, solo per ritirarsi al 32° giro per rottura di una sospensione, e lasciare così la vittoria a Reutemann su Brabham.
Nel 1973 la gara brasiliana entrò di diritto nelle prove valevoli per il campionato del mondo, ed Emerson Fittipaldi, campione del mondo in carica e fresco vincitore del Gp d'Argentina, prima prova del campionato, si presentò al via con tutta l'intenzione di non farsi sfuggire la vittoria davanti al pubblico amico.
Come andò a finire? Basta una frase rilasciata da Fittipaldi a un giornalista che gli chiedeva quale fosse il suo miglior ricordo legato al Gp di casa:
Senz'altro l'edizione del 1973. Ero il campione in carica e avevo appena vinto a Buenos Aires, in gara mi sono trovato Stewart davanti che andava come un matto, ho pensato, perdere ancora davanti alla mia gente? Così mi sono infilato nel primo spiraglio che Jackie mi ha concesso, ho messo due ruote sull'erba, ma ne è valsa la pena.

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