Percorso inverso

Il passaggio di Raikkonen dalla Formula 1 al mondiale WRC rimane uno dei casi più eclatanti e pubblicizzati: tant'è che anche i vertici Citroen riconoscono che se per ammirare un fenomeno come Loeb si muovono i veri appassionati di rally, per vedere in azione il finlandese compare ai bordi delle strade anche gente che di rally conosce poco o niente.Qualcosa di simile fece anche Carlos Reutemann, che partecipò a una prova del mondiale nel 1980 in Argentina, al volante di una Fiat 131 Abarth, arrivando addirittura a podio.
Adesso però parliamo di un pilota che si impegnò nel percorso inverso: ovverosia dai rally passò alla velocità, non Formula 1, ma vetture Sport, e comunque potenza e velocità da vendere.
Sandro Munari nel 1972 accettò l'invito della Ferrari per partecipare alla Targa Florio. Lui, fresco vincitore del Rally di Montecarlo, e abituato alle modeste potenze della Lancia Fulvia Hf, si ritrovò tra le mani la 312 P, un mostro che nel rettilineo del Bonfornello poteva raggiungere i 308 Km/h.
Munari, in coppia con Arturo Merzario, fece vedere quanto fosse immensa la sua classe - e quanto forse rimasero inesplorate le proprie potenzialità di pilota da strada - vincendo quell'edizione della Targa Florio. Ma non solo, partecipò anche ad altre gare sport, arrivando quarto a Zeltweg, e contribuendo alla conquista del titolo alla fine della stagione da parte della casa di Maranello.

6 commenti:

vandelly58 ha detto...

Sandro Munari era un pilota fantastico;grazie-si fa per dire- alla mia eta'ricordo perfettamente lo scetticismo che all'epoca circondo' la sua partecipazione alla Targa Florio.Tutti vennero clamorosamente smentiti dalla prestazione impeccabile di un pilota che dimostro' nei fatti di non essere a suo agio solo nelle derapate sul Turini ma anche nel domare i cavalli di quella macchina peraltro fantastica che era la 312P capace spesso di mettere alla frusta anche i 5000cc. dei "mostri" Porsche 917.
Una menzione anche al grande Arturo Merzario, pilota troppo spesso sottovalutato con l'unico torto di aver corso assieme a piloti che della F1 e della Sport Prototipi hanno fatto la storia....

acorba67 ha detto...

beh io lo conobbi da bambino nella fase finale della sua carriera, lui e la Stratos Alitalia, gran bei ricordi.

vandelly58 ha detto...

Lo ricordo ancora in certi lunghissimi pomeriggi di fine agosto a Monza arrivare con la Stratos alla parabolica con il motore che rattava disperatamente e impostare la curva praticamente su 2 ruote per poi schizzare via in pieno controllo.
All'epoca praticamente vivevo a Monza fra Lesmo e la parabolica -anche perche' solo li' si capiva chi davvero era un "manico"- e posso dire che a parita' di macchina ho visto pochi piloti avere la sicurezza e la pulizia che Munari dimostrava anche in pista.

acorba67 ha detto...

vero, anche io bazzicavo e bazzico tuttora Monza, e anche in tempi più recenti quel tratto di pista rimane fantastico... mi ricordo la prima volta che vidi Raikkonen sulla Sauber ballare sui cordoli all'Ascari. A mio parere puro talento.

vandelly58 ha detto...

Quel Raikkonen,e ancor piu' quello della McLaren,era stato toccato dalla grazia del dio del volante.Poi -e lo dico con sincero dispiacere- si e' perso da solo a riprova di come a volte -e lo Scheckter ferrarista ne e' una riprova- la conquista di un titolo mondiale spenga in un pilota la cattiveria e la concentrazione necessarie per rimanere ad alti livelli.Poi certo nel caso di Raikkonen un certo imborghesimento, un pingue conto in banca e,per dirla tutta,anche qualche bevuta di troppo hanno di fatto accelerato la sua uscita dalla F1.Purtroppo-per dirla con te- puro talento in qualche modo sprecato....

acorba67 ha detto...

analisi spietata ma sacrosanta, così come la predilezione per certi "maverick" mai troppo vincenti e introversi

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