Cinque ragazzi in gamba

Nonostante Alonso e Vettel abbiano fatto di tutto per levarsi dai giochi in quel di Spa, è innegabile come i pretendenti alla conquista del campionato del mondo di Formula 1 2010 rimangano ancora cinque. I due della Red Bull alla ricerca del loro primo titolo, e i tre campioni del mondo con l'intenzione di impreziosire la propria bacheca di successi. Il giovane arrembante, il pilota quasi a fine carriera, il latino, il tedesco, l'australiano, i due inglesi su macchina inglese, ce ne sarebbe da sbizzarrirsi anche per Agatha Cristie.
Visto che però da queste parti scrittori di romanzi gialli non ce ne sono proprio, limitiamoci a srotolare un piccolo ragionamento ad "alta voce" sui cinque pretendenti al titolo mondiale, senza nessuna pretesa di prevedere il futuro, giusto per raccogliere gli avvenimenti avvenuti dal Bahrain sino a Spa.

Hamilton: lo ripeterò sino alla noia: come sorpassa lui dovrebbero insegnarlo alle scuole elementari, metterlo come materia obbligatoria alla maturità. In più da quest'anno - gigionate australiane fuori pista a parte - sembra aver acquistato una sorta di maturità, fuori e dentro il circuito, senza perdere un millesimo in velocità, insomma si sta avviando verso l'olimpo di quelli che si contano sulle dita di una mano in un ventennio.
Cosa è piaciuto: i suoi sorpassi, la sua capacità di non abbattersi di fronte al Button spietato di inizio stagione per nulla intimorito dal confronto con il connazionale. Ha saputo aspettare, e poi il suo talento ha pagato, senza quasi fare fatica.
Cosa non è piaciuto: onestamente molto poco, forse qualche errore nelle qualifiche durante la prima parte nella stagione, ma per il resto ha perso punti solo per noie meccaniche.

Webber: è di fronte all'occasione della vita, ma non certo per caso o altro, è che pare non abbia intenzione di starsene troppo in Formula1. Si è guadagnato ogni secondo di considerazione all'interno della Red Bull, lottando contro gli avversari in pista e qualche corrente interna alla squadra non proprio ben disposta nei suoi confronti.
Cosa è piaciuto: nel 2009 infilò una serie estiva da incubo, ha imparato a non sbagliare, o a farlo senza pagare troppe conseguenze. Ha capito che a questo punto la costanza premierà forse molto più della pura velocità, e comunque in fatto di velocità è praticamente a livello del compagno di squadra.
Cosa non è piaciuto:anche per lui molto poco. Si è preso una pausa a Valencia, con un partenza da lumaca, e un volo sulla testa di Kovalainen che probabilmente senza quell'errore al via non ci sarebbe mai stato. In Turchia con Vettel ha semplicemente tenuto duro, come del resto ha fatto per tutta la sua vita.

Vettel: è tremendamente veloce, ma ha commesso troppi errori, qualcuno dettato da una certa foga mal gestita, e altri di varia natura, tipo quello in Ungheria che sinceramente è fra tutti il meno perdonabile. Deve darsi una calmata, o fingere di farlo, perché l'impressione è che nell'ambiente inizino a essere un po' prevenuti nei suoi confronti: il "drive through" gratuito di Spa ne è un esempio.
Cosa è piaciuto: la serie di pole position conquistata al volate delle Red Bull è di quelle da segnare nei libri di storia. E' deciso sino all'eccesso, e non si ferma nemmeno se gli chiudi il cancello davanti al muso, ma questo è solo un aspetto positivo in Formula 1.
Cosa non è piaciuto: sarà un discorso che ormai lo trovi scritto anche sui muri, ma ha fatto troppi errori. Sembra in preda di uno stato d'ansia che lo porta a valutare male le situazioni. Forse è la posizione di Webber in cima alla classifica, forse è solo la sua posizione che non è quella che vorrebbe.

Button: ha vinto il titolo 2009, e ancora qualcuno non ci crede. E' un moderno Peter Collins, un vero gentiluomo delle piste, viene voglia di tifare per lui in modo naturale, ma non è un cretino qualsiasi. All'inizio di stagione ha spodestato Hamilton dal trono Mclaren e stava quasi per riuscirci definitivamente se non ci fosse stato Montecarlo a tarpargli in parte le ali. Vettel a Spa poi...
Cosa è piaciuto: in parecchi lo davano spacciato sin dalla prima curva di questo mondiale, invece Jenson ha semplicemente proseguito per la sua strada: quella della velocità mai inutile, delle partenze intelligenti - non per le vacanze - dei pochi errori, e della sostanza in pista. 
Cosa non è piaciuto: a volte sembra che faccia fatica a capire da che parte girare il volante, in particolare troppe volte è partito troppo dietro in griglia. Poi può capitare la gara capolavoro, ma forse certi exploit si aiutano partendo dalla prima fila.

Alonso: doveva salvare la patria, per adesso rispetto al suo silenzioso predecessore ha una sola vittoria in più con una macchina che è anni luce più competitiva rispetto alla F60 del 2009. Rimane uno che fa la differenza, lo ha ampiamente dimostrato in passato, ma si sa, la Ferrari logora, consuma dentro e fuori, e Fernando sta provando sulla sua pelle certe situazioni.
Cosa è piaciuto: ha preso le redini della squadra sin dalla prima gara in Bahrain - quello che si voleva da lui in fondo - lo ha fatto anche a costo di creare una sorta di complesso di inferiorità nel povero Massa, ma Alonso è fatto così. A parte Istanbul, è risultato quasi sempre uno dei più veloci in pista, che poi questo abbia portato dei risultati è un altro discorso 
Cosa non è piaciuto: gli errori, alcuni perdonabili - Spa per esempio, stava spingendo e in certe condizioni può capitare che ti parta il posteriore - altri meno - Montecarlo su tutti, con quella botta del sabato mattino poco giustificabile. Se per Vettel si può tirare in ballo il discorso della giovane età o della concorrenza interna, nel caso dello spagnolo tutto questo non esiste... però guida una Ferrari, e la Ferrari, si sa, logora.

Quindi? E quindi niente, sono solo riflessioni ad "alta voce"...

2 commenti:

grandchelem.it ha detto...

di Alonso è piaciuto anche il modo in cui ha fatto squadra, quel prendersi colpe anche non sue nella prima parte di stagione quando il team toppava le strategie e lui era costretto a rimediare. E nella foga della rimonta ci può stare che vada a sbagliare. Peccato per Spa, ma se si parte più avanti in griglia certe cose non succedono...

acorba67 ha detto...

sì è vero, parecchie volte il "noi" che utilizzava nelle interviste andava contro i suoi stessi interessi... a differenza di tanti altri.

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