Gp Giappone 2010: qualche grafico

Ha ragione Christian Horner quando dichiara che la tattica adottata da Button in Giappone poteva rappresentare una trappola pericolosa per le sue pur imprendibili - perlomeno a Suzuka - Red Bull. In teoria la presenza di Jenson al comando della gara dopo le soste ai box avrebbe dovuto permettere a Hamilton di raggiungere la coppia in blu, e da lì in Mclaren si sperava nella infinite capacità dell'arrembante Lewis in fase di sorpasso, e magari anche in qualche screzio in famiglia tra Vettel e Webber. Le cose invece non sono andare così, i due della Red Bull hanno saputo evitare il contatto con Button, ma anche con l'inseguitore Alonso, e per vedere meglio quello che è successo a Suzuka diamo la solita occhiata ai grafici relativi al Gp, che questa volta sembrano voler essere più interessanti del solito, e chiarire un paio di punti su quanto di margine le Red Bull possedevano durante la domenica giapponese.

Partiamo dai grafici relativi alle posizioni in gara, quella relativa all'intera corsa, e lo zoom sui primi due giri. Dal grafico relativo alla gara si vede la gran risalita di Kobayashi, quello che salta all'occhio nel grafico relativo ai primi due giri è invece il buco creato dai vari incidenti al via:





Vediamo poi dai grafici dei tempi relativi ai primi cinque al traguardo - in verità un po' sovrapposto - come i due della Red Bull abbiano alzato leggermente il piede nell'intervallo di giri in cui si sono trovati dietro a Button, giusto per evitare di finire dietro gli scarichi della Mclaren del campione del mondo in carica. Dopo la sosta ai box i tempi due della Red Bull si adeguano a quelli di Jenson Button senza mai forzare, certo una tranquillità permessa dalla consapevolezza di avere qualche decimo di scorta nella saccoccia. La linea di Hamilton poi degenera per i noti problemi al cambio e la parte finale della gara è solo una guerra a distanza tra Webber e Vettel:



A ulteriore conferma nel grafico confronto tra Vettel e Alonso si vede la costanza dei tempi di Vettel tra il 26° e il 39° giro, quelli passati in coda alla Mclaren, giri passati ad attendere la sosta e limitare i danni, e poi i repentini abbassamenti dei tempi del tedesco subito dopo lo stop di Button.



Anche dal confronto tra i grafici di Vettel e Webber si rileva un'anomalia durante i giri passati dietro a Button: ovverosia i tempi del tedesco - a pochi secondi dalla Mclaren dell'inglese - si alzano maggiormente rispetto a quelli di Webber, più lontano e pressato alle spalle da Alonso. Se questo non vuol dire giocare di attesa.



Passiamo al duello in casa Mercedes, lotta durata sino all'uscita di pista da parte di Rosberg. Le linee dicono che in parte ha ragione Schumacher a lamentare un rallentamento subito da parte del compagno di squadra. Certo però che da certi pulpiti non dovrebbero mai provenire lamenti su questi comportamenti:



Torniamo sulla grande gara di Kobayashi e vediamo il confronto tra la linea dei suoi tempi rispetto a quella del compagno di squadra. Certo che anche Heidfeld senza gli stessi effetti speciali del compagno giapponese conduce una gara decisamente competitiva, nel finale Kamui con gomme nuove e poca benzina accende le polveri e c'è poco da fare per chiunque.



E infine un parallelo tra i due della Mclaren, solo per apprezzare la differenza di stile tra i due che si ricava anche dalle due linee: costante quella di Buttom, nervosa quella di Hamilton, proprio come il loro modo di stare in pista.

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