Molto fumo e poco arrosto

Colin Chapman ne era convinto,  talmente convinto che, nonostante tutte le evidenze, il parere contrario dei suoi piloti - Emerson Fittipaldi soprattutto - ma anche di parecchi altri membri del team Lotus, sacrificò un'intera stagione, la 1971, cercando di rendere competitiva l'idea favolosa del motore a turbina a gas.
Il risultato fu che per la prima volta dal 1960 la Lotus fallì l'obiettivo di vincere una gara valida per il campionato.
La Lotus 56B - equipaggiata con una turbina Pratt & Whitney, e derivata dal modello 56 che vinse a Indianapolis nel 1958 - non solo si rivelò poco competitiva, ma anche insopportabilmente fragile.
Fittipaldi la portò al debutto nel Marzo 1971 in occasione della, perlomeno all'epoca, classicissima Race Of Champions a Brands Hatch. A una qualifica decorosa seguì la prima delle cinque rotture di sospensioni della stagione, a causa dei numerosi dossi del circuito, e l'unico impressione che suscitò ai cronisti presenti fu quella di un camion stracarico di kerosene che distribuiva scintille a ogni curva.
Un'altra rottura di sospensioni avvenne durante l'International Trophy a Silverstone, gara fuori campionato disputata nel mese di maggio. Questa volta Emerson riuscì a qualificare per la prima manche la vettura in prima fila, ma la corsa sua e della Lotus 56B - che generava espressioni di terrore nei commissari di pista a causa delle lingue di fuoco sprigionate in rilascio - durò solo una paio di giri. Riparata la sospensione Fittipaldi partì per la seconda manche, riuscendo a risalire sino alla terza posizione finale.
Probabilmente un progetto così ambizioso avrebbe avuto bisogno di molti più test, fatto sta che le altre uscite della 56B furono un totale fallimento. A Monza il caldo penalizzò le prestazioni del motore a turbina e Fittipaldi finì a otto giri dal vincitore. L'ultima apparizione fu una corsa fuori campionato a Hockenheim dove Emerson nei lunghi rettilinei tedeschi fece segnare il giro più veloce e finì secondo in classifica generale.
Alla fine anche Colin Chapman se ne fece una ragione, il progetto venne abbandonato, levando un grosso peso dalle spalle dei due piloti Fittipaldi e Wissel, e venne rispolverata la sempre efficace Lotus 72, che, anche senza lanciare lingue di fuoco a ogni staccata, vinse ancora, e anche tanto, già a partire dalla stagione successiva.

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