Un equilibrio che sta cambiando


I tempi cambiano. Volenti o nolenti siamo costretti a subire, vivere e accettare continue modifiche e novità. Sicuramente un fatto positivo, perchè l'eccessiva conservazione è sbagliata, ma anche l'eccessivo cambiamento porta dei svantaggi. Bisogna trovare un equilibrio, un modo per far convivere il vecchio con il nuovo, accettare con il sorriso le novità appoggiandosi alle vecchie e solide basi. Una teoria che la Formula uno pare voler appieno seguire.
Se ci pensiamo un attimo, in fondo tutto il periodo di veleni ed ostilità tra FIA e FOM sono stati causati dai cambiamenti. La Federazione che imponeva con forza una nuova faccia della F1, con più squadre molte dei quali assolutamente sconosciute. La FOM si è opposta, affermando che un tale cambiamento avrebbe rovinato e snaturato tutta la fama e unicità del massimo campionato automobilistico. Brutti momenti, da dimenticare, che però ci hanno fatto capire gli errori commessi.
L'era moderna ha trasformato la Formula uno in un campionato talmente lontano e diverso dalle altre realtà motoristiche che le maggiori case automobilistiche hanno ben deciso di lasciare. Un discorso completamente opposto invece una cinquantina di anni fa, ove sono state proprio quelle grandi case del tempo a dare forza e vetture a questo campionato.
Evidentemente si è andati troppo oltre, ma non per questo non si può rimediare. Già oggi si parla di motori turbi, energia recuperabile, un attenzione più marcata al risparmio.
Tutti discorsi volti a dare un nuovo volto alla F1, previsti però non prima del 2013. Un modo, (forse l'unico) per ridare speranze ad una categoria da troppi anni in crisi. E i risultati non tardano ad arrivare.
In fondo il 2010 è stato l'anno del ritorno della Mercedes, storica scuderia della F1 anni cinquanta, domani avremo l'onore di rivedere (anche se con tutti i problemi legali e logistici) del Team Lotus, eredità della creatura di Chapman. E poi anche la di Porsche, altra scuderia tedesca con alle spalle un bel pezzo di storia da raccontare. E chissà cosa altro ci aspetta.
Un bel cambiamento in vista, che darà un nuovo equilibrio interno in grado, forse, di regalare un'altra epoca d'oro a questo sport che la gente non ha mai dimenticato.

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