Gp Abu Dhabi 2010: qualche grafico

Eccoci all'appuntamento con i grafici relativi al Gp di Abu Dhabi, l'ultimo della stagione, grafici che dalla volta scorsa sono stati resi interattivi e forse più interessanti. In parecchi - Hamilton, Alonso in primis - si sono lamentati della difficoltà di sorpasso incontrata durante la gara, difficoltà certo dettata dal circuito - che comunque a differenza di tanti altri ha due o tre punti interessanti - ma anche dalla spaventosa efficienza frenante e aerodinamica delle moderne Formula 1.
Già da una prima occhiata al grafico delle posizioni in gara balza all'occhio come i cambi di posizione al via non siano stati molti, quasi tutti a interessare le posizioni oltre la nona posizione. L'unico cambio in cima alla classifica ha però assunto una drammatica importanza: quello subito da Alonso al via da parte di Button. Scambio che ha iniziato a far traballare le fondamenta delle apparentemente solide certezze rosse: perché se tra Alonso e Webber ci fosse stato Button, magari anche certe scelte dal muretto sarebbero state diverse. Certo è un "se" che si trascina altri "se", ma è molto facile che questo "se" sia stretto parente del "se" che trascinandosi altri "se" ha portato negli stessi istanti Sebastian Vettel a vincere un titolo mondiale da sfavorito tra i favoriti. Quindi se si vuole trovare colpevoli non dimentichiamoci della partenza di Alonso, d'altra parte, si sa, la perfezione non è di questa terra.
Dallo stesso grafico è anche possibile vedere la progressione di Alguersuari e Rosberg, favoriti certo dal cambio gomme in regime di SC, e quanto poco, per Sutil e Hulkenberg, abbia pagato la decisione di cambiare le gomme verso fine gara.

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Passiamo poi al grafico relativo ai tempi in gara, e a proposito nel mondo intero si stanno scrivendo enciclopedie sul perché il muretto della Ferrari abbia preso certe decisioni. Selezionando le linee di Vettel, Alonso, Webber, Rosberg, Petrov, Hamilton, Button - insomma metà schieramento - si vede come dal rientro della SC, Alonso giri su tempi rispettabilissimi, addirittura durante l'11°, il 12°, e il 13° giro risulta più veloce di Vettel, poi Webber rientra ai box per cambiare le gomme e in particolare la posteriore destra parecchio segnata, e al rientro, al 14° giro, fa segnare il tempo - 1:45:541 - che unito all'1:46:187 di Petrov fa scattare l'allarme nelle mente degli uomini in rosso. Alonso nel dopo corsa dirà di aver avuto problemi di graining, ma il tempo fatto segnare nel corso di quel giro non sembra averne risentito molto.
Tutti questi fenomeni della strategia sparsi per il mondo cosa avrebbero fatto? Sì va beh, si può ragionare come mia moglie - è il loro lavori, e con tutti i soldi che prendono dovrebbero guidare con la mente quelle macchine - ma la verità è che la Formula 1 è uno sport fatto da uomini, sottoposto a emozioni e istinti, e una decisione del genere in fondo equivale a una staccata ritardata da parte di un pilota le cui conseguenze non sono mai prevedibili. Processare è inutile e controproducente.
Quello che fa spavento è l'osservazione della linea dei tempi di Vettel subito dopo il cambio gomme, letteralmente di un'altra categoria. Certo guidava una RB6, e non aveva davanti nessuno, ma questo vuol dire martellare, martellare, martellare.

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Finita anche questa panoramica sui grafici in gara, ci si vede l'anno prossimo con le linee colorate, magari con qualche altra novità, magari no.

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