Questa è la mia storia

Strano destino quello di Rubens Barrichello, destino fatto di sentimenti estremi: dopo essere stato considerato prima l'erede di Senna; poi lo zerbino di Schumacher; infine un paracarro semovente in giro per le piste di mezzo mondo; nelle ultime stagioni sembra aver trovato una consapevolezza che lo ha portato a concludere due delle sue migliori stagioni nella sua ultra decennale carriera. "Passi" per il secondo posto nel mondiale 2009, corso alla guida della quasi invincibile Brawn Gp, è nel 2010 che Rubens ha costretto parecchi - sottoscritto compreso - a riconsiderare il significato della sua permanenza in Formula 1. E' un gran peccato che per lui si parli adesso di porte chiuse alla Williams per il 2011.
Rubens nel 2010 si è messo in discussione per l'ennesima volta, ottenendo un rendimento più che positivo alla guida di una Williams che certo non è mai stata la migliore del lotto: veloce, corretto, e consistente, con un compagno di squadra giovane e molto considerato - il tedesco Hulkenberg campione Gp2 nel 2009 - che al massimo ha eguagliato, ma mai superato, i suoi risultati. Insomma Barrichello ha superato il "trauma" Ferrari - lo stesso che ha fatto fuggire Raikkonen dalla Formula 1 - dopo parecchi anni, ma lo ha fatto più che dignitosamente.
Del resto guidare una Ferrari è come indossare una minigonna per una ragazza: o esalta al massimo la tua bellezza; oppure svela inesorabilmente tutti i tuoi difetti. E Barrichello forse non avrà mai avuto le gambe più belle di questo mondo, ma ha fatto vedere a chi le gambe le ha più belle di tutti - ogni riferimento a un tedesco sette volte campione del mondo è chiaramente voluto - che dopo tanti anni di Formula 1, o forse grazie ai tani anni passati in Formula 1, anche senza vincere molto, la sua presenza in Formula 1 ha ancora un senso compiuto. Anche se magari ancora solo per un paio di gare.

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