Effetti collaterali di un giro veloce

Le "Speed Week" delle Bahamas hanno rappresentato, senza ombra di dubbio, uno delle miscele più riuscite di divertimento per pubblico e piloti, eccellenza tecnica di macchine e circuiti, e ambientazioni da favola. Ve lo immaginate nel 2011 un Gp di Formula 1 alle Bahamas?
Nel 1960  più di 100.000 persone accorsero sull'isola di Little Inuaga, per assistere alla lotta all'ultima curva tra piloti del calibro di Jack Brabham su Cooper, Stirling Moss su Lotus, Dan  Gurney su Corvette, e  Phil Hill anch'esso su Cooper.
La vittoria andò a Jack Brabham, davanti a Stirling Moss, ma ci furono altri motivi a scatenare l'entusiasmo della folla. Uno di questi fu rappresentato dall'eccezionale prestazione di Chuck Daigh al volante della Scarab 3 litri.
Daigh si intromise in quella che sembrava il leit motiv scontato della gara, e cioè la lotta per la vittoria tra Moss e Brabham, e si classificò a soli due secondi dai due alla fine della gara. A grande sorpresa inoltre realizzò il giro più veloce della gara, in 2'.17''.5 alla media di 135.8 miglia orarie, aggiudicandosi di conseguenza il premio speciale istituito dagli organizzatori. In cosa consisteva questo premio? 100 bottiglie di Jamaica Rum della migliore qualità. Premio che venne distribuito da un raggiante Chuck Daigh a chi più di ogni altri lo aveva aiutato a portare a termine quella sua grande gara: i suoi meccanici.
Gesto sicuramente generoso, ma anche poco avveduto: il giorno dopo quando tutta la squadra dovette presentarsi all'imbarco per lla nave che li avrebbe riportati a Miami, più di un meccanico mancò all'appello.

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