La leggenda di Laguna Seca

E' sicuramente uno degli spot più affascinanti ed evocativi che un circuito possa vantare, tanto da mancare anche a piste leggendarie come Le Mans, Spa, Monza: stiamo parlando del "cavatappi", quello di Laguna Seca. Quello - per chi segue le due ruote - del sorpasso di Rossi su Stoner; quello - per chi preferisce le quattro - della fantastica infilata di Alex Zanardi al povero Brian Herta nella serie americana Cart.
E' interessante però sapere come l'origine di quella doppia curva sia piuttosto originale.
Nel 1956 dopo la morte di Ernie Mcafee a Pebble Beach, in California, si decise che quel circuito - che in fondo era poco più di un insieme di strade annegate in un campo di golf - non offriva più i necessari standard di sicurezza. I membri dell SCCA di San Francisco, insieme a quelli della Sport Car Racing Association di Monterey, chiesero aiuto al comandante della base militare di Fort Ord il permesso di poter utilizzare una parte del terreno di competenza dell'esercito come terreno dove costruire una nuova pista.
Il comandante, dopo parecchi meeting a vari livelli di sicurezza, autorizzò l'utilizzo di un appezzamento di terreno adiacente a una delle principali strade che portavano a Monterey. Il disegno della pista poté così iniziare, e i progettisti originariamente pensarono a un circuito piuttosto veloce lungo due miglia. Tuttavia, una volta iniziati i lavori, ci si rese conto che sarebbe stato necessario altro terreno per completare il disegno del circuito così come era stato definito nel progetto originale, e in particolare sarebbe stato necessario aggirare una collina per poi ritornare sul rettilineo principale. L'esercito si rifiutò però di dar loro più terre: avrebbero dovuto semplicemente utilizzare quello che avevano.
Mai risposta negativa si rivelò poi così opportuna: dopo svariate discussioni, i progettisti decisero di ridurre la lunghezza della pista a 1.5 miglia, "tagliando" quella collina con l'inserimento di una sezione di curve ora universalmente riconosciuta come il "cavatappi".

Nessun commento:

Powered by Blogger.