Quando uno ha talento

Dopo l'overdose di lusso, glamour, e tradizione, di Montecarlo, il calendario di Formula 1 nel 2010 ha messo in programma uno dei Gp con meno seguito ed entusiasmo dell'intera storia: quello di Turchia. A parziale scusante bisogna anche dire che i prezzi dei biglietti non hanno mai dato una grossa mano nel creare l'entusiasmo necessario allo sportivo medio turco, fatto sta comunque che, tra il pubblico assente, la pista piuttosto lontano da alberghi e centro città, e il traffico apocalittico nelle ore di punta, parecchi degli addetti ai lavori decidono di  rimanere nel paddock oltre il normale orario. Peter Sauber ne approfitta per organizzare un incontro con i giornalisti il giovedì sera, incontro che riscuote un notevole afflusso di presenti.
Forse Sauber aveva qualche novità sconvolgente da comunicare? No, più semplicemente a corredo dell'evento era stata organizzata una cena, e per l'occasione il cuoco era il pilota della squadra, Kamui Kobayashi. Il pilota nipponico, oltre ad avere talento da vendere in pista, ha la "sana" peculiarità di essere figlio di un notissimo cuoco giapponese, e per l'occasione gli ospiti hanno potuto degustare dell'ottimo sushi preparato da Kamui seguendo gli insegnamenti del padre. Inutile sottolineare come la conferenza stampa di Sauber quella volta sia risultata particolarmente affollata.

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