Cercasi disperatamente piloti italiani

Sfogliando con occhio distratto le immagini di una Formula 1 ormai lontana, oltre a dover per forza di cose dare onore e tributo ai grandi campioni del passato, vi è un fattore che lascia sorpresi e affascinati. Il circus più sognato e invidiato nel mondo, oltre ad avere tra le sue file la scuderia di un certo Enzo Ferrari, brulicava di piloti italiani, sempre pronti a dare battaglia e tenere alti i colori della nostra bandiera. Le epoche passavano, e se è vero che l'erede di Alberto Ascari non è mai stato trovato, in qualche modo italiani coraggiosi disposti a rischiare al volante di una monoposto di Formula 1 ce ne sono sempre stati. Non era raro che in alcuni periodi la nostra fosse la nazione più rappresentata, rivelando quindi un amore davvero intenso con il mondo delle quattro ruote. Un scenario comunque gratificante, finchè qualcosa si è interrotto.
A ben vedere si può dire che la crisi sia iniziata giusto verso lla fine degli anni novanta, proprio nel periodo in cui la rossa di Maranello tornava a essere protagonista. Crisi forse sottovalutata, perchè ai tempi i giovani Trulli e Fisichella facevano ben sperare. Il problema è che dopo dieci anni non si sono più trovati sostituti. Solo Giorgio Pantano e Vitantonio Liuzzi sono riusciti a presentarsi al via in qualche stagione, ma la loro posizione non è mai stata sicura e ferma. Il 2011 poi rischia davvero di vedere un solo pilota della penisola italica, dando quindi ampio risalto alla crisi di talenti e ricambio generazionale.
Ma non è che improvvisamente non abbiamo più piloti: Rigon, Valsecchi, Mortara, sono solo tre dei tanti giovani che stanno dimostrando in pista di avere le doti necessarie per gareggiare nella massima formula, eppure non vi è nessun movimento. Da una parte è colpa della stessa F1 che preferisce accettare piloti paganti invece che fermarsi sul talento, ma dall'altra c'è anche una Federazione, una scuola formativa non più alla altezza, o clamorosamente sbagliata.
Bisogna quindi trovare un nuovo meccanismo, inventare nuovi sistemi perchè così facendo la nostra nazione sparirà dal palco più importante, perdendo influenza, prestigio e interrompendo troppo bruscamente una grande tradizione automobilistica. E se poi ci aggiungiamo le voci che vedono una Ferrari sempre più lontana dalla massima formula, allora continuare a fare sogni tranquilli comincia a divenire una vera impresa.

(Articolo di Riccardo Cangini)

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