Chi sarà il più penalizzato?

Senza stare a stilare classifiche dei migliori piloti tuttora al volante di una Formula ,1 è probabile che la nuova regola dell'ala posteriore regolabile, finirà per alterare, e non di poco, l'ordine delle forze in campo. Se in parecchi si sono pronunciati su una mezza rinascita di Massa e Schumacher, grazie alle caratteristiche più direzionali delle nuove gomme Pirelli anteriori - e forse la cosa non dispiacerà nemmeno ad Alonso e Hamilton, tante per fare due nomi di piloti che la macchina la buttano dentro nelle curve - esiste il rischio reale che il famoso bottoncino da utilizzare quando si è in coda a un avversario, crei delle vere e proprie alterazioni del concetto di lotta in pista, e che i piloti che fondavano la propria abilità in pista sulle capacità di sorpasso, rimangano decisamente penalizzati dal nuovo modo di correre.
Da zero sorpassi a mille: facendo un parallelo azzardato con una partita di calcio, da uno zero a zero, a un venti a venti. Da pochi sorpassi raggiunti con fatica, a una lunga sequenza di cui magari ci si dimenticherà già dopo qualche giro.
Viene da pensare a come Kobayashi, Hamilton, o anche Kubica, siano nel 2010 riusciti comunque a sovvertire ogni pregiudizio sulle difficoltà di sorpasso in Formula 1, con sorpassi quasi impossibili, o possibili solo grazie al loro talento, e come invece da quest'anno probabilmente questa capacità verrà distribuita un po' a tutti, alterando non di poco il corso degli eventi.
Newey si è già espresso a proposito di questo rischio di perdita di valori, della distorsione evidente di voler agevolare sfacciatamente l'inseguitore. In giro se ne parla troppo poco, sembra che tutti facciano finta di niente, o che sperino in un'applicazione pratica del regolamento meno disastrosa di quanto si possa immaginare. Conviene aggrapparsi alle speranze, perché tutto è molto, molto, preoccupante, e il rischio che dal prossimo GP  i sorpassi perdano completamente il loro valore, cancellando l'ingrediente principale di questa disciplina, è spaventosamente reale.

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