Così parlò l'enciclopedia.

"E ora siamo al secondo anno della Formula 1 a 3 litri, siamo alle vetture di 500 CV che hanno bruciato i 390 chilometri del recentissimo Gp d'Italia in 1 ora 40'14'' alla media di oltre 234 Km/h; siamo alle carrozzerie sormontate da alettoni presi a prestito dall'aeroplano. Arrivati a questo punto è difficile affermare che le competizioni di Formula 1 siano utili al progresso dell'automobile di serie. Tuttavia sarebbe altrettanto sbagliato affermare che la tecnica delle vetture da "Grand Prix" sia totalmente priva di significato. D'accordo le automobili di serie di domani non avranno le ali; gli alettoni hanno però proposto un problema: la resistenza all'aria, fino a ieri soltanto nemica, ora sfruttata a vantaggio di una qualità positiva di una vettura.
Non è però sul piano tecnico che la Formula 1 corre dei rischi, ma su quello spettacolare. Pare infatti che il pubblico oggi sia più interessato ad altre competizioni: alle gare turismo, alle gare di durata, o a quelle da rally; forse perché queste vetture sono più vicine all'automobile che utilizziamo tutti i giorni..."
Così si legge da un'ingiallita, ma suggestiva, Enciclopedia dell'Automobile risalente alla fine degli anni sessanta.
Guardando ai giorni nostri,la tendenza futura sembra quella di voler avvicinare il mondo "estremo" della Formula 1 alla realtà. Consumi, emissioni, inquinamento atmosferico, tutti fattori con cui quotidianamente ci scontriamo, e che adesso qualcuno vuole iniettarle nel tessuto vitale di quella che è sempre stata la disciplina estrema dello sport motoristico.
Ma siamo sicuri che avere una Formula 1 più vicina all'auto di tutti i giorni sia la strada giusta? Fondamentalmente l'osservazione sopra riportata vale ancora adesso: la Formula 1 ha poco o nulla da spartire con le macchine da noi utilizzate per uscire da casa ogni giorni, ma anche se ne avesse in quantità massiccia, forse sarebbe meglio non farne troppa pubblicità, perchè chi è appassionato di questa disciplina, in fondo vuole che i piloti rimangano una sorta di cavalieri dell'impossibile, una ristretta setta di eletti impegnati a duellare in situazioni lontane da ogni realtà. Per guidare gli autobus - con tutto il rispetto per la categoria - ci sono gli autisti. Vedere una Formula 1 a 350 all'ora rimane un'esperienza unica, che ti stordisce, e fatica a rimanerti nei sensi, che già un secondo dopo vorresti rigustare ancora, e ancora, e ancora, e ancora, e ancoraaaa.... lasciamo che rimanga così.

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