Criteri di selezione di un compagno di squadra

A volte ci si basava sull'esperienza, un giovane e uno con qualche capello grigio e milioni di km sulle spalle; a volte in base alla nazionalità, in casa Porsche si tendeva spesso ad avere almeno un tedesco per ogni equipaggio, in Ford ovviamente un americano; altre era una semplice questione di feeling tra piloti, esseri umani con le loro simpatie e antipatie, in fondo oltre che una vittoria in quegli anni ci si giocava anche la pelle, e più si era sereni meglio era; altre volte infine ci pensava il team manager - stile allenatore di calcio - di volta in volta a decidere la formazione senza troppe possibilità di modifiche.
Nei primi anni settanta venne chiesto ad Henry Pescarolo - uno che a furia di 24 Ore di Le Mans avrà fatto si è no un paio di giri del mondo - chi era il suo co-driver preferito, la risposta?:
- Andrea De Adamich, perché il suo sedere è uguale al mio.

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