Spirito della pampa

Si torna spesso a parlare di lui, probabilmente perché la sua leggenda va ben oltre i numeri e le statistiche - peraltro superate mezzo secolo dopo da Michael Schumacher. Juan Manuel Fangio è da sempre trattato con misticismo, un po' come Senna, ma a differenza di quest'ultimo, senza essere morto in corsa. Forse, anzi sicuramente, per la sua personalità decisamente importante, che finì per impregnare di se stesso le proprie vittorie a discapito delle vetture da lui guidate.
Giusto per sottolineare quanto Fangio fosse dotato di una personalità fuori dal comune, vale la pena di ricordare un aneddoto legato ai suoi primi anni di permanenza in Europa.
L'anno è il 1951, l'ultimo dell'Alfa Romeo in Formula 1. Giunto in Germania qualche giorno prima della gara, in modo da imparare al più presto la tremenda pista del Nurburgring, Fangio si presentò insieme a un interprete allo Sport Hotel nei pressi del circuito, e chiese la disponibilità di una camera.
Quelli della reception, riconosciuto Fangio, gli spiegarono che la squadra Alfa Romeo aveva prenotato le camere per piloti e tenici all'Eifeler Hof ad Adenau, e che di conseguenza avrebbero dovuto tornare ad Adenau.
Fangio non si scompose per nulla e disse:
- Io guido per l'Alfa, non dormo per l'Alfa, per cui datemi una camera.

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