Un altro talento perduto

Qualcuno di chi sta leggendo si ricorderà certamente di Teddy Mayer, anima della Mclaren dalla morte del fondatore Bruce Mclaren, nel 1970, all'avvento di Ron Dennis esattamente dieci anni dopo. Teddy era un uomo di legge, che per un paio di motivi si ritrovò impegnato nel mondo dell'automobilismo da corsa. Il primo di questi motivi è da ricondursi al fratello, Timmy Mayer, una meteora nel mondo delle corse, un eccezionale talento - a detta di chi ebbe l'occasione di vederlo in azione - morto a soli 26 anni a Longford nel 1964 in occasione dell'ultima prova della Tasman Series di quell'anno
Gli inizi di Timmy Mayer furono in Formula Junior agli inizi degli anni sessanta, nella scuderia di uno reputato storicamente un gran scovatore di talenti: Ken Tyrrell. Le ottime prestazione in Formula Junior gli permisero di debuttare alla fine del 1962 in Formula 1, al Gp USA, e lo posero all'attenzione di John Cooper che lo ingaggiò come pilota, a fianco di Bruce Mclaren, per la stagione 1963-64 nell'emisfero australe.
I progetti erano ambizioni: Cooper, con la consulenza tecnica di Bruce Mclaren - a cui evidentemente i geni erano da sempre rivolti alla progettazione oltre che alla guida di macchine da corsa - ideò una macchina del tutto nuova.Teddy Mayer, fratello e manager di Timmy, e Bruce Mclaren - capito perché poi alla morte di Bruce il team venne portato avanti da Teddy Mayer? - costituirono un team privato. Questa squadra si sarebbe chiamata Bruce Mclaren Motor Racing Ltd.
Con l'inizio della Tasman Series nel gennaio del 1964, la neonata squadra si presentò con due Cooper nuove fiammanti. La stagione andò decisamente bene sino all'ultimo appuntamento, a Longoford: Bruce Mclaren era ormai già matematicamente campione e Timmy Mayer era terzo in classifica, dopo aver raccolto parecchi piazzamenti a podio... ma poi iniziarono le prove.
Timmy Mayer sbandò al volante della sua vettura, colpì di lato un albero - Longford era una pista lontana da ogni standard di sicurezza, ma le corse allora erano così - venne sbalzato dall'abitacolo, e per lui la morte fu pressoché istantanea. Teddy Mayer rimase devastato dalla morte del fratello, abbandonò ogni coinvolgimento nel mondo delle corse, e solo il richiamo dell'amico di sempre Bruce Mclaren lo convinse a tornare. Il resto è una storia abbastanza nota.

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