Chi dominerà le nuove Pirelli?

Ci eravamo dimenticati di quanto importante fosse il fattore pneumatici nel mondo contorto e frenetico della Formula 1. Il regime di monogomma aveva fatto decadere l'importanza e la ricerca, culminata nei mondiale 2005-2006 con la lotta Bridgestone/Michelin, guerra chiusa poi dalla stessa FIA, disperata e stufa di fronte a uno sviluppo estremo e di costi che si stavano alzando eccessivamente. La casa giapponese poi è divenuta l'unico fornitore, finché oggi a prendere il suo posto ci ha pensato l'italiana Pirelli, con in mente dei progetti totalmente diversi rispetto quanto visti sino ad ora.
Dopo i due test tutti i piloti sono rimasti sconcertati dinnanzi alla delicatezza delle nuove mescole, diverse tra loro e con un massimo di durata lontano anni luce rispetto alle indistruttibile Bridgestone. A sentire le voci nel paddock una gomma morbida non dura più di dieci giri, quando invece l'anno scorso lo stesso tipo di pneumatico poteva reggere una gara intera non appena il tracciato diventava gommato. Un solco profondo quindi che i piloti dovranno colmare con il talento e piede destro.
Alcuni non hanno preso molto bene questa ennesima rivoluzione, altri invece sono pensierosi, mentre i restanti si dicono entusiasti perché così le gare saranno molto più movimentate. Teoricamente eventi come il GP del Canada potranno ripetersi molto più spesso, e magari l'abilità del singolo potrà fare la differenza. Il grande campione infatti oltre a essere dannatamente veloce riesce a preservare le gomme come e quanto vuole lui, sfruttandole in maniera completa, perfetta, riuscendo così a dominare e far capire a tutti chi è il migliore. Ecco, ora sarà più o meno uguale e vedremo se gli attuali top rider resteranno li stessi anche dopo questo campionato. Inutile dire che l'attesa e la curiosità sale ogni giorno di più.

 (Articolo di Riccardo Cangini)

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