Colazione ai box

Nella storia dei Grand Prix - non solo Formula 1 ma in generale di quella serie di prove che assunsero la denominazione di Gran Premi e che, anche se non organizzate in un campionato del mondo, furono disputate in Europa sin dai primi anni venti - la data del 28 Giugno 1925 viene ricordata come la prima gara da cui partì l'obbligo del solo pilota a bordo. Da quel GP del Belgio tutto il resto cambiò, motori, telai, gomme, ma nella formula dei Gran Premi questa semplice regola rimase scolpita nel tempo.
Qualcos'altro di singolare però avvenne quel giorno. L'Alfa Romeo si presentava al via con le formidabili P2 e con una squadriglia di piloti di prim'ordine: Antonio Ascari, Giuseppe Campari e il Conte Gastone Brilli Peri. A contrastare le macchine milanesi la Delage che schierava le sue 12 cilindri nella mani di Benoist e Divo.
La gara si trasformò ben presto in un monologo, il dominio della Alfa Romeo risultò talmente evidente che la folla inspiegabilmente si indispettì e dalle tribune iniziò a fischiare ad ogni passaggio delle macchine milanesi. Il vantaggio delle Alfa sulle Delage diventò imbarazzante, e a metà gara Vittorio Jano decise di mettere in atto una vera e propria rappresentazione di superiorità, ma niente parate o altre manifestazioni in pista.
Ordinò di apparecchiare una tavola ai box e durante le soste dei suoi tre piloti li invitò a farsi uno spuntino prima di riprendere la pista. Le urla e i fischi degli spettatori indispettiti da tale comportamento si acuirono ancora di più,  ma poco importò a quelli dell'Alfa Romeo. Nonostante Brlli-Peri si ritiri poco dopo il rientro in pista, la vittoria per Antonio Ascari, seguito da Campari, divento poco più che una formalità. E per di più a stomaco pieno.

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