Pensieri andalusi

Anche la quattro giorni di Jerez è andata, quattro giorni in cui il "bullo" di turno ha fatto la voce grossa, quattro giorni da cui però iniziano a delinearsi un paio di evidenze. Le squadre favorite hanno evitato di mostrare i denti, ma di sostanza se ne è vista davvero tanto tra gomme, assetti risparmia gomme e long run.
Il discorso gomme inizia a preoccupare e si condensa in un'unica parola: degrado. Un concetto che se magari ricercato per aumentare lo spettacolo potrebbe risultare anche interessante, ma che se trovato come problema sembra solo poter generare situazioni incontrollabile e falsare i valori in pista. Il lavoro di tutte le squadre è stato condizionato dalla comprensione del comportamento delle varie mescole, e l'impressione che in parecchi sono ben lungi dall'averci capito qualcosa.
Poi il discorso delle singole squadre, quello in fondo più intrigante. Fra tutte ha sinceramente impressionato la Ferrari, spaventosa in quanto a solidità e costanza con entrambi a piloti, pienamente soddisfatti di una affidabilità egregia dopo così tanti chilometri e soprattutto convinti del potenziale della Ferrari 150th  - così Ford è contenta - visto che il crono comunque non piange. Sia  Alonso che Massa sono sempre stati tra i primi, davanti ai rivali per i titoli e anche agli outsider che possano mascherare i reali valori in campo.
Chi fa paura però è ancora la Red Bull, la più segreta e forse temibile arma che ha girato in pista in questi giorni. Troppo defilate le lattine blu per non destare sospetti. Il tempo sul giro singolo non conta, ma è la capacità di ritmo gara che ha fatto davvero spavento. Mentre tutti stanno cercando di interpretare le particolare gomme Pirelli, Vettel e Webber macinano giri su giri senza accusare particolari cali di prestazione, rimanendo perennemente veloci dalla prima all'ultima tornata. Testimoni parlano di un Webber che nei long run alzava il piede per evitare di finire negli scarichi degli avversari e poi riprendeva il suo ritmo.
Mercedes convince, ma non abbastanza. Curioso il fatto che se a bordo c'è Nico Rosberg la nuova freccia d'argento singhiozza e il più delle volte s'arrende a problemi di ogni tipo, mentre tra le mani di Schumacher esprime il meglio, quasi veloce e sicura, tanto da far già sperare a fan e tifosi del "Kaiser" che il 2011 sia l'anno buono. Ancora è presto per dirlo, ma negli scorsi test non era mai capitato che Michael si ritrovasse così in alto. Chi parte bene....
Mclaren particolare e sofisticata. Con le sue forme uniche e quel luccicante cromato è impossibile non notarle, e sia Hamilton che Button hanno rilasciato dichiarazioni ottimistiche e fiduciose. Fino ad ora i tempi non sono stati esaltanti, dietro esiste però un lungo percorso di sviluppo che terminerà solo a test ultimati, se non oltre. L'impressione è che tutto ciò faccia parte di un piano studiato a puntino, e che i tempi per arrivare a una forma accettabile siano particolarmente stretti, tanto che le prove previste da qui sino al primo GP potrebbero non bastare. I problemi dell'ultimo giorno poi non hanno dato una grossa mano a quelli di Woking.
Lotus Racing che si conferma macchina riuscita - verrebbe da dire che Kubica può solo mangiarsi le mani se non suonasse particolarmente stonata e antipatica come uscita nei confronti del povero Robert - anche con il "quasi" sostituto Heidfeld. Nick in una sola giornata fa capire che dieci anni in Formula uno sono serviti a qualcosa, e forse il suo nome è l'unica vera alternativa possibile e immaginabile a uno come Kubica.
Buoni segnali ancora da Sauber, Toro Rosso, e in extremis anche da una Willama che dopo aver lottato per tre giorni con il KERS, uscite di pista - Maldonado - e vari problemi al quarto è riuscito con Barrichello a verificare le potenzialità della nuova vettura.
Force India invece alle prese con il primo svezzamento della nuova macchina, e parecchi problemi che ne hanno limitato il chilometraggio. Da valutare ancora.
Gli ex debuttanti del circus girano, imparano e sbagliano come è giusto che sia, Virgin in progresso e non da buttare, ma soprattutto nel caso della Team Lotus di Trulli e Kovalainen iniziano a intravedersi i primi segnali di normalità. 
Difficile se non impossibile ricavare carichi di benzina, tipi di pneumatici e metodologie seguite nelle varie giornate dai piloti, qualcosa di più le prove di Barcellona potrebbero dire, ma prevedere Ferrari e Red Bull protagoniste sin dall'inizio potrebbe non risultare così sbagliato.
E per chiudere, visto che i tempi di questi prove non sono da considerare granché indicativi, ecco l'elenco completo dei migliori rilevamenti cronometrici fatti segnare dai vari piloti nella quattro giorni di Jerez:

Pos.PilotaTeamTempo sul giroGiorno
01. R. Barrichello Williams 1:19.832 4
02. M. Schumacher Mercedes 1:20.352 2
03. N. Heidfeld Renault 1:20.361 3
04. F. Massa Ferrari 1:20.413 2
05. F. Alonso Ferrari 1:20.493 3
06. K. Kobayashi Sauber 1:20.601 4
07. J. Button McLaren 1:21.009 2
08. L. Hamilton McLaren 1:21.099 3
09. J. Alguersuari Toro Rosso 1:21.213 2
10. S. Buemi Toro Rosso 1:21.213 4
11. B. Senna Renault 1:21.400 4
12. S. Perez Force India 1:21.483 1
13. M. Webber Red Bull 1:21.522 1
14. S. Vettel Red Bull 1:21.574 3
15. H. Kovalainen Team Lotus 1:21.632 4
16. D. Ricciardo Toro Rosso 1:21.755 1
17. A. Sutil Force India 1:21.780 2
18. N. Rosberg Mercedes 1:22.103 4
19. T. Glock Virgin 1:22.208 2
20. V. Petrov Renault 1:22.493 2
21. P. Maldonado Williams 1:22.591 2
22. P. di Resta Force India 1:22.945 3
23. J. d'Ambrosio Virgin 1:22.985 4
24. J. Trulli Team Lotus 1:23.216 2

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