Pensieri catalani

Pare proprio che la Red Bull abbia voluto rompere il ghiaccio, dimostrando - quasi - tutta la propria forza dopo due sessioni di test passate a conoscere se stessi, le gomme Pirelli, e a scrutare gli altri evitando le luci dei riflettori. Che la nuova Red Bull RB7 fosse un progetto nato per vincere lo si poteva immaginare, ma sembra adesso evidente che quel genio di Adrian Newey sia riuscito ancora a cogliere nuovamente nel segno. Ha preferito sviluppare invece che rivoluzionare, evitando dannosi cambi e continuando invece sulla strada intrapresa nel 2009. La macchina col nome di una bibita continua davvero a volare, riuscendo non solo ad essere veloce in giri singoli ma anche costante nei lunghi run, fatto notevole se si considera la delicatezza delle gomme Pirelli. Vettel è stato davanti a tutti per due giorni divertendosi a provare sia situazioni da qualifica che simulazioni gara, Webber ha macinato chilometri a serbatoio pieno per valutare il comportamento delle Pirelli: entrambi si sono dichiarati soddisfatti e adesso non prevederli davanti al primo semaforo verde si fa improbabile.
La Ferrari comunque si dimostra in grado di reggere il ritmo, soprattutto quando si tratta di configurazione gara. Nel primo giorno Alonso è riuscito a continuare la particolare maratona di chilometri impostali dai tecnici in rosso, bruscamente interrotta però nel secondo giorno causa due noie meccaniche consecutive. Per Felipe Massa, una domenica un po' problematica, seguita da un lunedì decisamente positivo sia sotto il profilo del cronometro che quello della messa a punto. Configurazioni da gara e da qualifica provate con ottimi riscontri, e la consapevolezza di avere un Fernando Alonso determinato come non mai.
Mercedes e Mclaren accomunate non solo dalla stella a tre punte, ma anche da un certo ritardo nella strada verso la competitività. A sentire sua maestà Schumacher, le frecce d'argento non potranno puntare molto in alto perché il gap con i più veloci tutt'ora sembra molto consistente. Dichiarazione di facciata probabilmente, e anche se Rosberg la domenica si è issato in cima alla lista dei tempi, il lavoro di sviluppo e ottimizzazione - uso delle gomme ma anche sfruttamento del KERS - per la casa tedesca sembra ancora piuttosto lungo. Per Nico pare addirittura che l'eccessiva usura dei pneumatici renda difficile la ricarica della batterie del KERS. Uno strano inconveniente poco preventivabile in sede di progetto.
Nell'utilizzo del KERS dovrebbe risultare avvantaggiata la Mclaren, visto l'esperienza accumulata nel 2009, ma sia Hamilton che Button lamentano scarso chilometraggio, mentre non riescono ancora a scoprire il potenziale della nuova macchina causa fastidiose noie idrauliche che fanno innervosire piloti e meccanici, oltre a portare qualche ombre sulla effettiva efficacia - perlomeno in  tempi brevi -  della sofisticatissima MP4/26. La Mclaren è comunque storicamente squadra maestra nel correggere le situazioni più critiche, trasformano la peggiore macchina in quella - quasi - migliore, e per Hamilton e Button le speranze sono quanto mai vive, tanto più che l'annullamento del primo GP in Bahrain è sicuramente un vantaggio per la squadra di Woking.
Toro Rosso che continua a destare una buonissima impressione, forse continuando a girare con serbatoi scarichi, forse no, e in ogni caso sino all'anno scorso con o senza benzina certe posizioni per lei le erano precluse. Anche Williams, Sauber e Renault danno l'impressione di poter inserirsi immediatamente dietro a Red Bull e Ferrari. Tutte e tre le squadre sono in piena fase di sviluppo, ma il potenziale sembra esistere.
Force India ancora sulla difensiva, il lavoro di sviluppa della nuova vettura prosegue; Virgin, ancora un po' troppo distante dal resto del gruppo; Lotus alla ricerca dell'affidabilità, ma in crescita; HRT che invece gira, cambia piloti ogni giorno, ma non si capisce bene cosa voglia ricavarne della propria presenza in Formula 1.
In generale comunque le gomme saranno il grande fattore di questo 2011, la pista di Barcellona era un deserto di detriti gommosi al di fuori della traiettoria pronti ad attaccarsi alle gomme e rendere ancora più difficoltosa la guida. In più il divario in termini di durata ed efficacia tra i vari tipi di mescola sembra essere troppo ampio, e questo genererà un bel dilemma nel corso delle qualifiche. Sarà una sfida decisamente interessante per tutti.

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