Pensieri valenciani

Mettiamola così, se da questi primi giorni test sarebbe completamente sbagliato trarne considerazioni definitiva, è altrettanto vero che di fronte a certe risultanze positive forse un pensierino ce lo si può fare. E' vero che Valencia è pista comunque atipica, e che nel primo test stagionale il cronometro deve essere visto con distacco e la classifica tradotta con ampia visione, me se una macchina è affidabile e promettente lo si intuisce già dai primi chilometri, inutile nasconderlo. Brawn Gp nel 2009, Red Bull e Ferrari nel 2010 lo stanno a dimostrare senza stare a scavare troppo nel passato.
E infatti tra i protagonisti della tre giorni di Valencia ci sono anche quelli che hanno colorato ed entusiasmato l'intera stagione 2010. Tolta la Mclaren, ancora fedele alla MP4/25, Red Bull e Ferrari ci hanno messo poco ad ambientarsi e si sono per un po' scambiate le posizioni di testa, segno che, la sfida per il tanto ambito iride mondiale vedrà ancora loro due protagoniste. Ma nessuna delle due ha fatto segnare alla fine il miglior crono: piccoli problemi magari, o forse semplicemente test mirati, fatto sta che Kubica dopo aver preso contatto con macchina e gomme ha deciso di dare la sveglia a chi stava già pensando a un'altra annata rossi contro blu. Vi sarà il ritorno in grande stile della tanto amata livrea nero-oro? Forse, visto che la Renault ha girato senza grossi problemi il mercoledì con Kubica, cercando più che altro il feeling con in nuovi pneumatici, feeling evidentemente trovato vista la progressione dell'ultimo giorno.
Chi più chi meno aveva lo stesso compito da svolgere: da una parte macchine nuove, alettone regolabile e KERS da svezzare, dall'altra macchine del 2010 e focus sullo studio del comportamento delle nuove coperture Pirelli. In sostanza per tre giorni è successo questo. Compito che - come in tutte le classi che si rispettino - è stato portato a termine con alterni risultati dagli alunni di turno.
In generale le considerazioni sulle nuove gomme l'hanno fatta da padrone, e in particolare una parola sola: degrado. Sia Kubica che Webber hanno ottenuto il loro miglior tempo al secondo giro di uno stint di sei, con una sostanziale differenza cronometrica poi nei giri successivi. Probabile che Webber abbia girato con parecchia benzina il giovedì, così come tanti altri, perché fare i fenomeni in questi giorni non paga proprio.
Detto di Red Bull e Ferrari, che sembrano volersi riproporre esattamente come nel 2010 - soprattutto con Alonso e Vettel - e lasciate da parte Mclaren e Force India ancora con vetture 2010, la curiosità era legata a quelle squadre che invece non hanno proprio intenzione di ripetere la stagione passata, o perlomeno la vorrebbero migliorare decisamente. E sono tante.
Mercedes prima di tutte. La nuova W02 è un piacere da gustarsi con gli occhi, e dopo una serie di problemi idraulici ed elettrici, Rosberg e Schumacher hanno potuto testare con una certa tranquillità Kers e naturalmente le nuove gomme. I lunghi run finali portati a termine proprio da Michael hanno mostrato la bontà di un progetto ricercato e con grandi aspettative. Altra squadra attesa al varco era la Lotus Renault, con l'inedita soluzione degli scarichi frontali: il responso cronometrico di giovedì sembra avvalorare tale scelta tecnica e se Kubica dovesse confermarsi anche nei test successivi, è facile prevedere una rapida propagazione nelle altre monoposto di questa soluzione.
Per Toro Rosso nessuna ala regolabile montata, ma tanti giri con diversi tipi di mescola e con il KERS, per capire la nuova macchina e impratichire i due piloti. Buona solidità della monoposto, ma è ancora troppo presto per capire se doppio fondo potrà portare vantaggi evidenti. La Williams, superato i problemi del primo giorno, ha progredito in modo lineare terminando i test, con Maldonado il giovedì alla guida, con pochi problemi tecnici e risultati cronometrici confortanti. Un risultato importante perché il posteriore della FW33 è veramente un azzardo notevole. Evidentemente a Groove la fantasia non è mancata.
Sauber con qualche problemi di gioventù. Giornata infausta il mercoledì per il debuttante Sergio Perez, problemi alla trasmissione della sua Sauber gli hanno impedito di percorrere che pochi giri. Il giovedì è andata meglio, ma anche per lui guardare il cronometro è inutile: 100 giri per iniziare ad ambientarsi, questo è quello che si voleva da lui.
Vettura vecchia e lavoro di pneumatici per la Force India con tutti e tre i piloti, Sutil, Hulkenberg e di Resta, e per la Mclaren dei molto tranquilli - quasi sornioni - Hamilton e Button.Tanti dati da trasferire sulla nuove monoposto, sperando che serva effettivamente a qualcosa. Problemi di gioventù per Lotus - servosterzo - al debutto con la nuova macchina. Trulli è stato encomiabile il giovedì quando si è sciroppato comunque 38 giri senza servosterzo. Nessun tempo significativo, ma le scusanti per l'abruzzese ci sono tutte. Il tempo per recuperare c'è, ma occorre fare in fretta. Gran tempo di Glock il giovedì, ma con configurazione praticamente da qualifica, anche se è comunque confortante vedere per una volta la Virgin insieme ai "normali".
Per tutti i piloti in pista comunque un unico comune denominatore: degrado delle gomme.
Ci aspettano gare da tre pit stop o più, il problema da risolvere entro il GP del Bahrain sarà quello di mantenere le gomme il più possibile in uno stato consistente. Già partono i primi ragionamenti su stili di guida e possibilità di sfruttate meglio le Pirelli senza distruggerle in pochi chilometri: Button, Schumacher, Rosberg, ecco una serie di nome accreditati per trarre vantaggio dalle caratteristiche delle Pirelli, dando finalmente risalto all'abilità del singolo.
E' probabile che a Jerez assisteremo a un altro turno di assestamento - con in più la nuova Mclaren - in attesa delle ultime due sessioni, a Barcellona e in Bahrain, previste su piste veramente significative per una Formula 1. Lì sarà tempo di svelare tutte le carte, in qualsiasi condizione. C'è ancora tanto da scoprire, eppure le premesse sono più che buone.

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