Solo una vacanza

La morte di Jo Schlesser - nonostante occorsa in un periodo in cui morire in pista era fatto molto prevedibile - fu un avvenimento che destò una notevole l'impressione.
Jo era ben voluto da tanti suoi colleghi - Guy Ligier una volta fondata una scuderia tutta sua denominò le sue monoposto come JS, dalle iniziali dell'amico - una persona umile che trovò successo nel mondo delle corse automobilistiche non più giovanissimo. A 25 anni accettò un lavoro in Nuova Caledonia pur di guadagnare il necessario per comprarsi una Mercedes 300 SL e iniziare la sua carriera di pilota. Quando rientrò in Europa aveva ormai più di trent'anni...
Vinse parecchio in Francia a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, ma si dimostrò anche particolarmente adatto alla corse di durata, dove si fece un nome in un periodo in cui i migliori piloti del mondo abitualmente alternavano partecipazioni ai GP con quelle delle corse della categoria Sport.
Nel 1968 gli venne proposto di debuttare alla guida di una Formula 1, una specie di coronamento di carriera. L'occasione venne dalla Honda France alla ricerca di un pilota francese disposto a guidare la nuova Honda RA302 dal telaio in magnesio. In verità si pensò prima a Johnny Servoz-Gavin, ma questi declinò l'invito preferendo orientarsi su una più tradizionale Cooper-Maserati.
Jo non ci pensò due volte, a quarant'anni era forse l'ultima occasione buona per debuttare in Formula 1, arrivò persino a disdire una vacanza alle Seychelles promessa alla moglie da tempo. E per quel destino che tante, troppe, volte se ne va un po' per i fatti suoi, quella vacanza non la farà mai.

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