Campione in limousine

Certo per il primo campione del mondo americano correre da fresco campione il primo Gp degli USA a Watkins Glen avrebbe rappresentato un'occasione da non perdere. E invece Phil Hill, campione del mondo 1961, l'occasione la perse proprio, anche se non certo per causa sua.
Il prologo fu il tragico Gp d'Italia del 1961, quello che doveva essere l'apoteosi rossa e che invece si trasformò in un dramma in cui a fine della gara si faceva fatica persino a respirare. Una Ferrari, come da speranza e pronostico, aveva vinto e un pilota al volante di una rossa si era laureato campione del mondo, ma altro era successo.
Volfang Von Trips era morto, e con lui se ne erano andati quattordici spettatori falciati dalla 156 impazzita del pilota tedesco, e anche se Phil Hill si era assicurato gara e campionato, la Ferrari decise di non partecipare all'ultima prova prevista a Watkins Glen.
Per Phil Hill non rimase che accettare la scelta e sfilare davanti al pubblico amico non al volante della monoposto che gli aveva permesso di diventare campione del mondo, ma come passeggero di una più anonima Ford Thunderbird.

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