Gp Australia 2011: pensieri sparsi

Non dite che non ci avevano avvertiti. Lo avevano fatto con qualche tempo sparso qua e là, ma poi i quantitativi di carburante da camionisti con cui la Red Bull ha affrontato quasi tutte le sessioni ha dato motivi per credere che in qualche modo le altre squadre - Ferrari e Mercedes alla vigilia - avessero colmato il gap. Invece Vettel e la sua Red Bull rimangono quasi in una categoria a parte. Webber invece prosegue nel trend negativo iniziato con l'uscita di pista sotto il diluvio in Corea nel 2010: da quel momento Mark sembra in pista per caso. Ha sorpreso in positivo la McLaren, sia con Hamilton, secondo al traguardo nonostante il fondo distaccato, ma anche con Button, rallentato da parecchi contrattempi e apparso piuttosto veloce in pista. La Ferrari è sempre lì comunque, male il sabato, ma la domenica la storia è cambiata. La F150 non è una macchina da buttare - a dispetto del panico mediatico di queste ore - e c'è da credere che uno come Alonso non mollerà facilmente la presa. Mercedes indecifrabile, troppo brutta per essere reale, i miglioramenti nell'inverno sono stati tangibili, per loro forse solo una gara sfortunata e una week-end in generale nato male. Gran debutto di Sergio Perez, uno che probabilmente farà parlare parecchio di sé, ma anche non male quello di Paul di Resta.
Ecco comunque la coda di impressioni che il GP di Australia ha lasciato dietro dì sé:

Vettel: ha dominato come da anni non si vedeva, ha spinto in prova, e poi ha controllato gli avversari per 58 giri. Cos'altro dire, la conquista del campionato 2010 lo ha reso ancora più forte. E adesso, insieme ad Alonso e Hamilton, entra definitivamente nella triade dominane della Formula 1.
Webber: continua la maledizione casalinga di Mark Webber. Stordito il sabato dalla prestazione del compagno, anche in gara è sembrato avere tutto un altro passo. 
Hamilton: ha guidato metà gara con il fondo staccato, non ha fatto nemmeno un sorpasso, ma Lewis è stato il solito fenomeno. Un'altra prestazione quasi da leggenda per l'inglese.
Button: gara tribolata la sua. Ha trovato prima Massa decisamente più lento e intenzionato a spedirlo in tribuna. Alla fine si è beccato un drive-through - giusto - che lo ha tolto da un potenziale podio.
Alonso: sbaglia partenza, ma lo stesso per lui è arrivata una gran  gara. Sorpassi, giri veloci e lotta dura in ogni metro di pista. Il Fernando è sempre lui, un fuoriclasse nato che non molla mai.
Massa: che roba è? Dopo aver resistito con ogni mezzo a Button è tornato il solito secondo pilota Ferrari. Non sembra cambiato molto rispetto al 2010.
Petrov: Il brutto anatroccolo si è trasformato in un cigno. Un fine settimana da incorniciare per il russo. Nessun errore, né in prova, né in gara, e la sua velocità naturale è uscita quasi senza fatica.
Heidfeld: faceva quasi tenerezza nelle dichiarazioni del sabato. Nemmeno la scusa di essere arrugginito nei fine settimana di gara - visto la parentesi 2010 in Sauber - e se in Renault cercavano un sostituto per Kubica mi sa che conviene riflettere.
Kubica: è in un letto d'ospedale ma forse era più presente lui in pista che Heidfeld. Non si può non pensare a dove sarebbe arrivato Robert alla guida di questa Lotus-Renault
di Resta: debutto senza errori e molto positivo. Probabile che dopo qualche gara di ambientamento Paul potrà dare molto di più.
Perez: prudente al via, veloce e giudizioso, un debutto fantastico per il messicano, considerando che ha chiuso davanti a Kobayashi. E il ricordo di Pedro e Ricardo Rodriguez sale inevitabile.
Buemi: alla fine ha portato a casa un buon punto, e per tutto il fine settimana è sembrato decisamente in palla.
I piloti Williams: passi per Maldonado, al debutto, e comunque sfortunato in gara, ma il fine settimana di Barrichello è stato il festival della c.z...ta. 
I piloti Mercedes: per loro un inizio di stagione da incubo, per Nico e Michael un risveglio inaspettato dopo un fine inverno promettente. Certo che dopo un fine settimana così si può solo progredire:)
Red Bull: veloce, molto veloce, ma le prestazioni poco convincenti di Webber e la faccenda del KERS non utilizzato getta un'ombra sul rendimento complessivo della squadra.
Ferrari: il freddo non fa bene alle rosse. La domenica con temperature decenti la F150 ha smesso di scivolare in pista come una saponetta e i tempi sono venuti di conseguenza. Questa volta ottima la gestione del muretto in gara, soprattutto con Alonso. Niente podio, ma Fernando è uno che cresce nel tempo.
McLaren: ci si aspettava un recupero a stagione in corso da quelli da parte del team di Woking, ma questi hanno deciso di anticipare e hanno rivoluzionato - e semplificato - la MP4-26 in due settimane e a bocce ferme, rendendola una macchina che darà filo da torcere a tutti. Grandiosi!
Lotus-Renault: il tempo di Kubica a Valencia non poteva essere un caso. A Melbourne si è vista - nelle mani di Petrov - una vettura veloce, equilibrata e gentile con le gomme. La ricetta perfetta per vincere in questa Formula 1.
Mercedes: è la delusione del fine settimana. Era data quasi a livello di Red Bull e Ferrari, invece le due W02 di Schumacher e Rosberg non sono riusciti ad abbandonare il purgatorio del 2010.
Sauber: doppio arrivo a punti, un inizio di stagione eccezionale con una coppia di piloti che promette di essere tra le più consistenti del lotto.
Toro Rosso, Williams: anche per loro un buon inizio di stagione con punte velocistiche interessanti. Williams penalizzata dall'affidabilità e dalle prestazioni dei proprio piloti non certo brillanti.
Force India: rispetto alle non prestazioni invernali un primo GP non troppo negativo. Fuori dai punti ma a livello degli avversari diretti.
I piloti HRT: impotenti, di fronte a un mezzo che sembra una kit car di quelle che compri per ventimila euro, e che poi fai una fatica bestiale a immatricolare.
DRS: poco invasivo, ma forse Melbourne non è la pista giusta adatta per giudicarlo sino in fondo.
Pirelli: avessero coperto la scritta a lato delle gomme nessuno forse si sarebbe accorto di nulla. Dopo un inverno di perplessità una prima prova decisamente positiva. Anche per loro forse però è troppo presto per formulare un giudizio definito.

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