Hai voglia poi di tenere giù il piede.

Strano destino comune quello di Trulli e Liuzzi, tutti e due entrati in Formula 1 con i migliori auspici e - certo seguendo strade diverse e con durate di carriera e risultati poco paragonabili - adesso costretti ad accettare a denti stretti la guida di squadre non certo di vertice. Guardando poi la carriera di Trulli viene una rabbia...
Perché se fai un confronto con quella di uno come Jenson Button ti accorgi che la carriera di un pilota - e la vita in generale viene da dire - è proprio bislacca. Button?! Sì, se torni indietro negli anni al 2008, per entrambi l'esperienza in Formula 1 era stata contrassegnata da una lunga militanza in una squadra giapponese - Honda per l'inglese e Toyota per l'italiano - che aveva profuso una quantità enorme di risorse per vincere e che invece aveva abbandonato dopo aver raccolto poco o nulla. Per entrambi una vittoria isolata nello stesso anno - il 2004, Trulli a Montecarlo, Button a Budapest - tutti e due considerati potenziali campioni del mondo ma senza urlarlo ai quattro venti, quasi che la voce non si spargesse troppo.
Poi nel 2009 avviene il miracolo Brawn GP, Button è campione del mondo - con pieno merito intendiamoci - per Jarno invece è l'ultimo anno in Toyota prima del mesto ritiro della casa giapponese. C'è n'è abbastanza per scuotere la testa.
Certo son discorsi da bar - luoghi comunque per nulla disdicevoli e in cui a volte si fa anche la storia, intendiamoci - e con i se e i ma non ci si fa un bel nulla, ma vedere Trulli ormai sul viale del tramonto viene solo un gran rabbia.

2 commenti:

Telespalla Blog Sport and Race ha detto...

L'ultimo italiano con le potenzialità di vincere un mondiale è stato Alboreto .

acorba67 ha detto...

sì è vero, e anche lui ha finito la sua carriera in Formula 1 guidando macchine da ultime file

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