Lezione di guida

E' stato il più grande pilota italiano del dopo guerra, e viene da dire che ancora adesso ne stiamo aspettando l'erede, ma prima di perfezionare il matrimonio con Enzo Ferrari e dare vita a uno dei sodalizi più vincenti nella storia dell'automobilismo italiano, Alberto Ascari ne dovette mangiare di polvere.
Il primo Grand Prix corso da Ascari con le nuove regole in vigore dopo il secondo conflitto mondiale fu quello del 6 Luglio del 1947 a Reims in Francia. La pista era un velocissimo carosello un po' piegato agli estremi immerso nella campagna francese, al volante di una Maserati 4CLT appena uscita dalla fabbrica della Scuderia Ambrosiana per Ascari si ipotizzava una corsa delle sue: partenza davanti a tutti e fuga in solitaria sino al traguardo.
Niente di tutto questo avvenne: "il motore si ruppe, a dir la verità su quella macchina tutto quello che avrebbe potuto ruppersi si ruppe. Per un po' rimasi incerto se mollare tutto e arruolarmi nella legione straniera o smontare la macchina pezzo per pezzo e ricostruirla. Scelsi la seconda possibilità anche se in verità pensavo fosse quella meno logica."
Per la gara successiva Ascari corse con una macchina a noleggio, non riuscendo a fare di meglio di un quinto posto, ma una volta riparata Maserati 4CLT si ripresentò a Nizza pronto per lottare di nuovo per la vittoria. Nemmeno qui andò troppo bene, fu invece Villoresi a prendere il largo sino a vincere la gara, e non solo, per Ascari ci fu un duello senza esclusione di colpi con la meno potente Gordini di Jean Pierre Wimille. Il pilota milanese subì una lezione di guida da parte del talentuoso pilota francese. I freni poi lo mollarono costringendolo ai box, alla fine finì quarto.
Wimille morì prima di poter dire la sua nel Campionato del mondo di Formula 1, Ascari visse abbastanza per imparare dalle proprie sconfitte e conquistare quei due campionati che rimangono gli unici vinti da un pilota del nostro beneamato paese.

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