Meglio starsene a casa

A una gara dalla fine del Campionato Mondiale vetture Sport del 1957 la Ferrari era in testa con 33 punti, alle sue spalle la grande avversaria, la Maserati, con 25. Per l'ultima prova da corrersi in Venezuela a Caracas la casa del tridente decise di spedire quattro vetture, nessuna di queste avrà molta fortuna.
La palma dell'incidente peggiore va sicuramente a Stirling Moss che, al comando della corsa, al 33° giro tamponò a 260 Km/h una AC Bristol notevolmente più lenta. La AC si spezzò in due tronconi, la 450 dell'inglese si ritrovò con l'anteriore praticamente demolito, ma sia Moss che l'altro pilota rimasero miracolosamente illesi.
Stirling Moss non si diede per vinto, ritornò ai box e si mise alla guida dell'altra Maserati 450 di Behra-Schell, la quale però aveva avuto un principio di incendio durante un rifornimento. I liquidi estinguenti allora erano meno efficaci di adesso, e quello che sembrava un fuoco ormai morto, riprese forza alimentato dall'aria procurata dalla macchina in movimento. Non solo, la fiamma si sviluppò proprio sotto il cuscino del posto di guida. Moss e Schell cercarono di resistere, recuperando posizioni su posizioni, sino a che la Maserati 300 di Bonnier, perse una ruota nello stesso esatto momento in cui stava per essere sorpassata dalla 450 "abbrustolita" di Schell: l'urto tra le due auto fu inevitabile. La 450 di Schell prese ancora fuoco, proseguendo l'opera di combustione avviata ai box, mentre la 300 di Bonnier finì distrutta contro un palo telegrafico.
La perdita di tre macchine in un colpo solo fu un duro colpo per la casa del tridente, e la famiglia Orsi, proprietaria della Maserati, fu costretta a riconsiderare in toto il proprio impegno nelle corse.

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