Oggi l'ala mobile, domani vedremo

Ricapitoliamo un attimo visto che il tempo ormai ne è rimasto davvero poco mentre i dubbi sono sempre tanti, troppi. Questa fantomatica ala mobile - o Drag Reduction System per dirla all'inglese - potrà essere utilizzata solo dal pilota che segue con un distacco non superiore al secondo. Verrà utilizzato solo nei 600 metri  - o 700 - del rettilineo principale, ma mai nei primi tre giri della gara. Il problema però è che il punto dove utilizzare tale sistema cambierà gara per gara, portando ancora più dubbi e incertezze - già che il circus non è abbastanza confuso di suo.
A lungo andare, per noi appassionati incalliti non sarà più un problema individuare tale "zona franca", delineata con strisce bianche, mentre invece per gli spettatore occasionali probabilmente sarà impresa ben più ostica. Aggiungiamoci poi le ovvie difficoltà nel calcolare la distanza esatta tra due vetture in lotta e la frittata è fatta.
Impossibile non aspettarsi critiche e roventi bocciature dai puristi del genere, che vedono in tutto questo una forzatura dello spettacolo preferendo quasi le classiche, lunghe e interminabili processioni di monoposto diligentemente accodate. Altri invece disegnano tutto ciò come uno dei punti più bassi del circus, quasi disperato nella ricerca di maggior spettacolo e pubblico.
E' vero, questa novità è davvero unica nel suo genere e porterà molti nuovi fattori già dalla prima gara, però almeno vediamo come si comporterà questa ala nella realtà. E' troppo facile dire no senza neppure averci provato. Solo dopo potremo davvero essere in grado di dare un giudizio, anche perché non è possibile che in Formula 1 non si possa sorpassare un vettura più lenta, e forse era necessario un cambiamento così radicale. Che questo sia quello giusto non è detto, ma intanto ci si prova.
E mentre si aspetta Melbourne, qualcuno chiarisca le idee al povero Whiting, per favore!

(Articolo di Riccardo Cangini)

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